Scudo protettivo contro parassiti

Per quanto i fiori di cannabis siano utilizzati per vivere momenti di relax, la loro coltivazione e crescita non è poi così tranquilla e spensierata.

Come tutte le altre piante, anche queste meraviglie, sono soggette a particolari problemi che possono subentrare durante tutto il periodo di crescita, parliamo di muffe e parassiti che, se non curati in tempo, possono trasformarsi in vere e proprie piaghe per il nostro raccolto finale.

Infatti, non agire con il giusto tempismo vuol dire condannare, nel migliore dei casi, la nostra produzione a standard qualitativi e produttivi veramente irrisori. Ogni grower esperto sa e se non lo sapete ve lo spighiamo noi, che bisogna tenere sotto controllo determinati parametri fondamentali come umidità, temperatura e ricircolo costante d’aria, altrimenti si andrà a creare la situazione favorevole per la proliferazione di questi temuti avversari.

Gli Afidi.

I primi nemici che dovremmo tenere lontanid al nostro box sono sicuramente gli afidi. Essi sono insetti nocivi e presenti maggiormente in giardini all’aperto, e possono avere effetti distruttivi sulla pianta di cannabis. Il termine è utilizzato per indicare un gruppo di parassiti la cui dimensione varia all'incirca da 1 a 10 millimetri (da 0.04 a 0.39 pollici), possono essere di colore verde che risulta essere il tipo di afide più comune presente nei giardini domestici, oppure, nero, rosso o bianco. Questi piccoli insetti si nutrono della linfa delle piante e se non curato può avere effetti devastanti. Sono caratterizzati da due antenne simili a fruste situate all'estremità del capo, ed un paio di strutture a forma di tubo, chiamate cornicoli, rivolte verso l'estremità posteriore del corpo dell'animale.

Come in tutte le specie, gli afidi alati di sesso femminile depongono le uova all'inizio della primavera, e danno origine a numerose larve femmina. Trascorse alcune settimane e diventate abbastanza mature da procreare, spiccano il volo e si dirigono verso le piante nei dintorni. Solo alla fine dell'estate, gli afidi sviluppano tratti sessuali (maschili e femminili), e si accoppiano per produrre uova per lo svernamento. La deposizione delle uova si ripete diverse volte e il numero di afidi può diventare incontrollabile in brevissimo tempo, anche perché la maggior parte delle specie non ha bisogno di accoppiarsi per riprodursi. È infatti in grado di riprodursi per partenogenesi, ne esistono oltre 4.000 specie diverse ed alcune di loro sono in grado di sviluppare ali.

Gli afidi di solito possono essere osservati direttamente sulle foglie e sugli steli della pianta di cannabis. Le specie di colore verde possono essere più difficili da individuare, poiché si mimetizzano perfettamente con il verde delle foglie e si posizionano sul loro lato inferiore. Si nutrono succhiando la linfa e nel mentre della loro fase nutrizionale rilasciano una sostanza densa e appiccicosa chiamata melata. La melata favorisce lo sviluppo di una muffa nera e fuligginosa, attirerebbe le formiche, che proteggendo gli afidi da altri insetti predatori, creano una collaborazione organica con i parassiti peggiorando ulteriormente l’infestazione. Man mano che gli afidi continuano a nutrirsi provocano l'arricciamento delle foglie con il conseguente appassimento e ingiallimenti bloccando lo sviluppo della pianta stessa. Senza contare il fatto che questi microscopici esserini sono in grado di trasmettere malattie e diffonderle quando passano su altre piante.

Una colonia ristretta di afidi a primo acchito non causerà grossi problemi, ma non dimenticatevi che sono in grado di riprodursi più veloce di quanto immaginiamo. La presenza di due o tre esemplari può trasformarsi in un numero eccessivo di infestazioni nel giro di pochissimi giorni e può arrivare ad avere gravi effetti sulla salute della cannabis e sulle capacità di crescita e sviluppo. Gli afidi vengono introdotti nei giardini generalmente nel periodo della primavera attraverso "colonizzatori" alati che depositano rapidamente le uova sulle nuove piante individuate, in cui in seguito le nuove generazioni di afidi maschi e femmine depositano le uova per lo svernamento alla fine dell'estate. Il segreto per contrastare gli afidi e qualsiasi altro tipo di problema, è sempre quello di cercare di prevenire un'infezione piuttosto che controllarla quando già presente.

Tuttavia, prevenire può essere particolarmente difficile. Se desideraste proteggere il vostro giardino contro qualsiasi tipo di parassita, dovreste fare in modo che l'ambiente di coltivazione non sia "invitante" per questi insetti nocivi. Come detto in precedenza, la maggior parte dei parassiti delle piante ama il clima caldo, umido e con aria stagnante. Pertanto, è fondamentale fare in modo che la grow room (leggi qui) venga mantenuta ad una corretta temperatura tra i 20/25ºC o 68/77ºF, una percentuale di umidità specifica per la fase di crescita della pianta e la fondamentale presenza di ventilatori affinché l’aria non ristagni nel nostro box.

La tempestività è fondamentale nel caso notiate la presenza di afidi sulle vostre piante, e il primo passo per trattare l'infezione sarà tagliare le parti colpite e gettarle immediatamente tra i rifiuti. Dopo aver potato le piante, sarebbe opportuno risciacquarle con acqua, o una soluzione di acqua e aceto, per eliminare qualsiasi insetto superstite. Una valida alternativa è inserire nel proprio giardino durante la primavera, insetti predatori all’interno della vostra coltura come coccinelle, sirfidi, imenotteri, aphidoletes aphidimyza, tomisidi e crisopidi sono predatori naturali degli afidi ed altri parassiti nocivi. Ma brutte notizie per voi, qualora abbiate già notato la presenza di afidi sulle foglie delle vostre piante sarà troppo tardi per sfruttare gli insetti predatori.

L'olio di Neem.

Alcuni coltivatori utilizzano degli oli vegetali ed oli essenziali per controllare e prevenire i parassiti nel proprio box. Uno dei preferiti è sicuramente l'olio di neem. Esso viene usato molto spesso per proteggere le piante da numerosi parassiti anche se ne esistono molti altri che sembrano avere le stesse qualità protettive, come l'olio di eucalipto, di rosmarino, di limone, e di cannella. Basta mescolarli in un po' d'acqua, e spruzzare la soluzione in modo omogeneo sulle foglie con un nebulizzatore. La maggior parte degli oli essenziali contiene sostanze in grado di eliminare i parassiti al semplice contatto, prestando attenzione a non spruzzare gli oli sulle gemme, perché potreste alterare il loro profilo aromatico.

L'acaro rosso.

E' un aracnide infestante fastidioso e quasi invisibile. Sono parassiti della pianta dalla lunghezza compresa tra 0.2 e 0.5 mm. A differenza degli insetti hanno otto zampe puntate vistosamente tutto attorno al corpo, hanno una forma a pera, con un corpo di color giallo-verdastro, marrone o rosso. Gli acari rossi prosperando in un ambiente caldo e secco e prediligono piante che sono sotto stress e indebolite dalla carenza di acqua. Essi bucano la parete di cellule dei germogli, dei fiori e dei frutti e li prosciugano e di conseguenza le cellule non riescono più ad avere abbastanza nutrienti, con risultati inevitabili. In caso di questo attacco, tenete le vostre piante e il loro ambiente lievemente umidi e qualora scopriate una infestazione, rimuovete le parti infestate il più rapidamente possibile. Quindi lavate la pianta attentamente con una soluzione di alcol denaturato e sapone e ripetete questo trattamento alcune volte ogni settimana. Se l'infestazione è ancora presente, allora la vostra miglior opzione è di applicare una sostanza basata sul piretro naturale. Tuttavia, fate attenzione con questa sostanza perché è dannosa anche per gli umani se ingerita o se entra in contatto con una ferita aperta.

I bruchi.

Un bruco è una larva di farfalla e sono creature non appariscenti, anche se alcune specie hanno una parte importante negli affari umani e sono ben noti, come ad esempio il baco da seta e la processionaria della quercia, i bruchi sono anche un elemento importante nell'ecosistema; non solo rimuovono un grande volume di materia vegetale, ma sono anche preda di un gran numero di animali, dagli uccelli alle vespe predatrici. Essi crescono rapidamente processando una gran quantità di cibo, hanno un corpo dalla struttura caratteristica che ha ben poco a che fare con le larve di qualsiasi altro tipo di ordine di insetti. La presenza di bruchi verrà rilevata dalle foglie arricciate, o foglie con buchi rosicchiati. Il danno è causato dai bruchi che si nutrono generalmente in tarda estate e autunno, ma negli anni più recenti le infestazioni di bruchi hanno colpito sempre più spesso all'inizio della stagione di crescita. La presenza di un singolo bruco viene affrontata facilmente rimuovendolo a mano. Ma nel caso di una vera infestazione potrete usare un batterio, il Bacillus thuringiensis, per attaccare i bruchi. Questo batterio interferisce con l'assorbimento del cibo da parte del bruco, che di conseguenza smette di nutrirsi e muore.

Gli insetti minatori.

Esistono tre tipi di leafminer e, generalmente, si tratta di insetti infestanti e fitofagi: il leafminer del pomodoro (Liriomyza bryoniae), il leafminer della Florida (Liriomyza trifolii) e il leafminer del grano (Liriomyza huidobrensis). In condizioni normali le loro larve sono tenute sotto controllo grazie al parassitismo che si instaura con altre specie di insetti. Ma i problemi con questi tipi di parassiti sono aumentati a causa di un uso diffuso di pesticidi ad ampio spettro: i loro nemici naturali vengono eliminati e i leafminer sviluppano un sistema di difesa nei confronti di questi pesticidi. Essi si sviluppano in diversi stadi: stadio embrionale (uovo) ed in seguito tre stati larvali, stadio pupale e stadio adulto. Gli esemplari adulti sono piccoli, gialli e con macchie nere sulle ali. La presenza dei miner sulle vostre piante potrete constatarla con la presenza di gallerie scavate nella pianta che fanno seccare le foglie, facendole cadere prematuramente e causando danni estetici. Le piccole punture che fanno le femmine adulte per alimentarsi possono essere un'altra causa di danni estetici e facilitano la proliferazione di muffa o batteri che possono insediarsi in queste piccole ferite ed essere una delle cause indirette di deterioramento della pianta.

I moscerini dei funghi.

fanno parte della famiglia degli Sciaroidea. Sono mosche piccole (3-5 mm), scure e simili a zanzare, con antenne sottili e lunghe e lunghe gambe. In particolare, sono le larve del moscerino dei funghi a provocare la maggior parte dei danni. Questi parassiti amano particolarmente gli ambienti caldi ed umidi in prossimità delle piante e sono in grado di sopravvivere per tutto l'anno all'interno di una serra. Dopo l'accoppiamento la femmina depone 50-200 uova che si schiudono in 2-3 giorni. Le larve, nel corso di 2-3 settimane, passano da 4 stadi, al termine dei quali sono lunghe circa 5 mm, di color bianco trasparente e con una vistosa testa nera. Le larve si sviluppano in pupa nel suolo e ricompaiono dopo tre giorni come moscerini adulti. Con temperature superiori ai 24° C, si riproducono continuamente, con un ciclo vitale di 3-4 settimane, rapidamente. Le larve non si nutrono solo di tessuto organico morto quali muffe ed alghe, ma anche di materiale vivo come il tessuto di radici e steli. Scavano nelle radici e/o nello stelo di talee, germogli e giovani piante. Grazie al danno causato durante l'alimentazione, si fanno strada una quantità di infezioni secondarie, dando un'occasione alle malattie della pianta come il Pithium, la Phytophtora, il Botrytis, il Fusarium e il Verticillium. Le larve causano un danno diretto nutrendosi di radici e steli - possono persino scavare dei fori attraverso a questi. Un danno indiretto è invece causato dalla diffusione da parte delle larve di nematodi, acari, spore di muffe e virus.

La mosca bianca.

Mosca bianca è il nome dato a una varietà di insetti che appartengono alla famiglia degli Aleyrodidae. Sono piccoli membri degli Hemiptera ("Insetti veri") che si nutrono delle radici delle piante. Questi danneggiano il vegetale che gli ospita rovinando il floema (Il tessuto che trasporta gli zuccheri dentro la pianta). La pianta perde il proprio turgore come risultato di questo danneggiamento, inoltre reagisce negativamente anche alla saliva tossica delle mosche bianche. A causa del fatto che le mosche bianche vivono in grandi gruppi, possono velocemente decimare le piante soggette ad infestazione. Il loro impatto può essere tanto grave che quando si struscia una foglia, uno sciame di mosche bianche decolla via, volando attorno fino ad atterrare sullo strato inferiore della pianta di nuovo. Questi insetti espellono una sostanza, che può diventare una fonte di cibo per le muffe, mentre il fatto che questa sostanza è appiccicosa può diventare anche un problema terminale per alcune piante, come la pianta di cotone.

Una delle specie più conosciuta è la Mosca bianca delle serre (Trialeurodes vaporariorum) ed è un insetto parassita delle coltivazioni nelle serre. Altre specie molto conosciute sono la mosca bianca delle patate dolci (Bemisia argentifolii) e la mosca bianca Banded winged (Trialeurodes abutiloneus). Combattere le mosche bianche non è semplice poichè alcune specie come quella delle serre ha sviluppato molta resistenza a vari pesticidi. Il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti d'America raccomanda la prevenzione delle infestazioni usando degli agenti biologici, quando possibile. Inoltre, consigliano l'applicazione delle trappole gialle e appiccicose per scoprire la presenza di mosche bianche e solo in quel caso applicare gli insetticidi.Può essere combattuta anche con l'aiuto dei suoi nemici naturali, come la famiglia degli Ichneumonidae. Praticamente gli Ichneumonidae depongono le proprie uova all'interno degli insetti ospiti (Come le mosche bianche) e iniettano una sostanza paralizzante, in modo che la larva possa nutrirsi dell'insetto paralizzato.

Fonti:

Cannaconnection

House of Cannabis

Dolcevita

Weeddistribution

Grow Shop italia

Zoe's Seeds

 

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