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Un rotolo di tessuto prodotto con la canapa

Abbiamo da sempre sostenuto che la pianta della canapa è come il maiale, non si butta via nulla!

Cosa potrebbe succedere se la canapa fosse utilizzata abitualmente per la preparazione di capi d’alta moda?

 La Fibra di canapa

L’utilizzo della fibra di canapa nel campo della moda sembra essere una tendenza che da qualche anno ha conquistato gli stilisti del calibro di Giorgio Armani che nella sua collezione primavera/estate 2002 scelse di utilizzare fibre di canapa per la realizzazione dei suoi capi proprio in favore di una sensibilizzazione sul tema dell’eco-sostenibilità. I migliori climi per la coltivazione sono le zone tropicali calde, o con clima moderatamente freddo/temperato, purché il terreno sia ben drenato, ricco di azoto e povero di acido. Utilizzare la canapa vorrebbe dire:

  • impiegare le fibre di una pianta che cresce con molta rapidità rispetto agli alberi e che richiede molta meno acqua per la sua crescita;
  • ha un’elevata resa in grado di produrre circa il 250% di fibre tessili in più rispetto al cotone e addirittura il 600% in più rispetto al lino con una densità di 150 piante per metro quadro (quindi a parità di raccolto richiede minori estensioni di terreno); 
  • cresce rapidamente raggiungendo un’altezza di 2-5 metri in soli tre mesi, e attira pochi parassiti, dunque non necessita di pesticidi, diserbanti e fertilizzanti; le sue radici possono affonda anche oltre 3 metri sottoterra e proteggono il terreno dal deflusso e dunque dal possibile dissesto;
  • lascia il terreno in ottime condizioni per eventuali colture successiva, poiché non esaurisce il suolo ma lo arricchisce di materia organica, trattenendo l’umidità;
  • a lavorazione della fibra tessile può avvenire senza l’aggiunta di prodotti chimici e questo è sicuramente un aspetto favorevole, perciò, può essere tranquillamente inserita tra i tessuti ecologici.

Insieme alla juta e al lino, è una delle poche fibre che può essere definita ecologica anche quando non dispone di certificazioni tessili. Essa viene sempre più utilizzata da brand che seguono il movimento della moda sostenibile, classificati, dunque, come più attenti alla cura dell’ambiente e all’inquinamento senza rinunciare alla produzione di scarpe, borse, portafogli, accessori e capi d’ abbigliamento uomo/donna. Si tratta poi di una pianta molto versatile e che contribuisce alla produzione di materiale in diversi settori fin dalle prime civiltà della storia umana. In passato, infatti, è stata utilizzata nella fabbricazione di: carta, corde, tele, sacchi, componenti dell’automotive, tessile per la casa. L’utilizzo della canapa nel settore della moda non è certo una novità, questa fibra tessile viene utilizzata da migliaia di anni – materiali ricavati dalla canapa sono stati scoperti in tombe risalenti all’anno 8.000 A.C.

La consistenza finale della fibra di canapa ricorda in particolare quello del lino: morbido al tatto, leggero, brillante e facilmente indossabile. In genere i clienti che cercano determinati capi d’abbigliamento, sono estremamente esigenti nella valutazione della qualità, ma anche rispetto al comfort, alla vestibilità e alla resistenza del tessuto. L’elevata resistenza all’abrasione e la possibilità di essere impiegata in combinazione con altre fibre fanno della canapa un tessuto altamente competitivo. Se si desidera coltivare la pianta per raccogliere gli steli e quindi per ottenerne fibra, canapulo e biomassa cellulosica, allora è preferibile usare varietà dioiche, come per esempio:

  • La genetica Kompolti che è al momento la varietà dioica che produce più fibra rispetto alle altre. Purtroppo, non è caratterizzata da un costante e sufficientemente basso contenuto di tetraidrocannabinolo (THC) e Per questa ragione, grazie al determinante contributo dei tecnici francesi, è stata estromessa dalla lista delle varietà di canapa da fibra ammesse per ottenere i contributi dell’Unione Europea;
  • La Fibranova anch’essa varietà italiana dioica ad elevata resa in fibra, è stata selezionata negli anni ’50 dalla progenie di Bredemann Eletta incrociata con la Carmagnola (Allavena, 1961). Il genitore Bredemann Eletta (o Bredemann Elite) è stato ricevuto dal Max-Planck-Institut tedesco ed è una delle selezioni di canapa da fibra di Bredemann ottenuta da ceppi di canapa russa, gli stessi utilizzati per la creazione delle genetiche Fibrimon e Bialobrzeskie;
  • L’Eletta Campana che è un’altra varietà italiana dioica ottenuta dall’incrocio della Carmagnola con ceppi di canapa da fibra di origine tedesca, probabilmente Fibridia o altre varietà delle selezioni di Bredemann. Si sviluppa molto in altezza e potrebbe essere adatta al nuovo mercato delle infiorescenze.

Si può pensare che l’abbigliamento in canapa possa risultare rigido, grezzo, poco adatto ai vestiti, magari più indicato per realizzare di accessori come portafogli, cappelli, borse. Grazie alle innovative tecniche di lavorazione sviluppate negli anni ’80, oggi è possibile acquistare abbigliamento in canapa sotto forma di eleganti vestiti da donna, pantaloni o polo, anche se è più facile trovare capi sartoriali in canapa miscelati con altri tessuti naturali come il cotone biologico. Anche se la richiesta della canapa tessile negli ultimi anni è di gran lunga aumentata, anche grazie al lavoro svolto da Social Network e TV che spingono sempre più persone verso il consumismo “consapevole”. Oggi è possibile acquistare ed indossare con disinvoltura qualsiasi capo d’abbigliamento in canapa, da semplici polo ad eleganti abiti da donna, ma sono ancora pochi i punti vendita, al di fuori degli hempshop, che garantiscono la presenza di capi, per questo, per chi volesse acquistarne qualcuno, occorre ricorrere alla navigazione in rete o alle aziende in loco.

La lavorazione della Canapa

La canapa è uno dei tessuti più ecologici al mondo e, come già detto, la sua coltivazione non richiede sostanze chimiche, controlla l’erosione del terreno e produce ossigeno. È una risorsa rinnovabile che può essere coltivata in appena cento giorni ed è la fibra più versatile al mondo oltre che essere biodegradabile. Dopo la raccolta, la si trasforma in base alla destinazione d’uso:

La lavorazione della fibra lunga di canapa: è principalmente usata nella produzione di filati a filatura bagnata. A causa delle dimensioni delle fibre, si possono impiegare solo macchine speciali con un basso grado di automazione. Dopo la raccolta e dopo aver completato il processo di macerazione (con rugiada o con acqua), i fusti di canapa "defogliati" vengono poi seccati, liberati dal nocciolo di legno attraverso procedimenti quali: pigiatura, spezzatura e gramolatura. Con l’uso del cosiddetto ammorbidente o rullo, le fibre scorticate vengono rese più tenere e flessibili. L’accorciamento della lunghezza iniziale della fibra da 3m. a 650mm. è effettuato da una speciale macchina da taglio. Le fibre corte ed intricate vengono pettinate, quelle lunghe invece, parallelizzate e lisciate con una macchina per la scapecciatura. Dopo alcuni passaggi di tiratura e doppiatura, i frammenti manufatti sono prefilati in filati cardati e, a seconda della qualità della finezza desiderata, filati in filo di canapa attraverso processi di filatura a secco o con acqua.

La lavorazione della canapa: Il termine stoppa viene dato a quelle fibre derivate dai processi di gramolatura e scapecciatura. Esse sono separate dalle fibre lunghe, più corte ed ancora contenenti per gran parte legno, particelle di sporcizia o rifiuti. Nella lavorazione della stoppa, la stoppa della gramolatura e della scapecciatura viene filata a filo grezzo o cordame in un processo di filatura bagnata o a secco a seconda dei diversi livelli di purezza, inclusa la raffinatura e la pettinatura, con diverse macchine per la cardatura (cardatura di diverse intensità). Alcuni tipi di stoppa assieme alle fibre non filabili sono lavorati per realizzare prodotti tecnici come materiali per l’isolamento e modanature. Con queste fibre di "bassa qualità", esiste ancora un grande potenziale per migliorare il loro valore aggiunto. Attraverso nuovi metodi di lavorazione, le applicazioni per la stoppa, che racchiudono nel suo prodotto un valore aggiunto, possono essere incrementate.


Cotonizzazione: Nel secolo scorso erano già state effettuate delle ricerche concernenti la cotonizzazione della canapa. A causa di una più vasta produttività nell’industria cotoniera rispetto all’industria della fibra, le fibre venivano ordinate in base alla lunghezza ed alle caratteristiche tecniche di filatura in accordo con quelle del cotone (cotonizzazione), così che la loro lavorazione potesse essere realizzata con le macchine per il cotone. Le sostanze appiccicose come la pectina o la lignina, responsabili della tenacia nei filati in acqua di canapa, devono essere rimosse per quanto possibile nel processo di cotonizzazione per ottenere un isolamento più o meno completo delle singole fibre. Tutto ciò può essere fatto sia attraverso l'utilizzo di vari metodi di elementarizzazione che con metodi di cotonazione puramente meccanica oppure meccanico-chimica. Non essendo più possibile la filatura di cellule di fibre completamente isolate, la fibra dovrebbe essere completamente elementarizzata nella produzione di fibre cotonizzate; con questo metodo non tutta la quantità di sostanze che l’accompagnano viene rimossa ottenendo così più cellule viste come un fascio di fibre.

Vantaggi e svantaggi dell'abbigliamento con fibre di canapa

I vantaggi di indossare dell’abbigliamento con fibra di canapa consistono in una maggiore resistenza alla trazione otto volte superiore a quella del cotone, questo spiega il suo uso storico in vele e corde per la marina britannica e americana. La canapa è infatti un tessuto eccezionalmente resistente e longevo. È ipoallergenico e non irritante per la pelle, alcuni test indicano che è in grado di uccidere lo stafilococco e altri batteri che vengono a contatto con la sua superficie. L’abbigliamento in canapa a contatto con la pelle può dare la sensazione della flanella, seppure possa sembrare un po’ rigido e graffiante diventa progressivamente più morbido dopo alcuni lavaggi. In fine è una scelta interessante per l’estate, protegge dal caldo perché molto traspirante, è consigliata per climi caldi e umidi, poiché resiste alla muffa e assorbe prontamente l’umidità, protegge anche dal sole grazie alle sue qualità di riflesso contro i raggi UV. D’altro canto, Purtroppo, ci sono anche Svantaggi nell’utilizzo della canapa, come il lino raggrinzisce facilmente e può sembrare alquanto rigida. L’ideale è scegliere un tessuto miscelato, ad esempio con cotone biologico, per ottenere un tessuto più morbido e piacevole sulla a diretto contatto con la pelle. Oltre allo svantaggio più evidente che è sicuramente il costo di lavorazione molto alto, dovuto al non sviluppo di tutta la filiera, di gran lunga superiore a quello di cotone e lino, motivo per cui si trova difficilmente nei negozi di abbigliamento.

Indicazioni utili per l'abbigliamento

Per il lavaggio dell’abbigliamento in canapa è raccomandabile seguire poche e semplici regole, per evitare di danneggiare un tessuto altamente affidabile e che favorisce la traspirazione della pelle, poiché in grado di assorbirne i liquidi. Per lavare la canapa e mantenerne inalterate le proprietà, è raccomandabile eseguire un lavaggio a mano, perché la lavatrice rischia di danneggiarne le fibre. Per lo stesso motivo, è altamente sconsigliato utilizzare l’asciugatrice, privilegiando l’esposizione all’aria aperta oppure, nell’impossibilità, in ambienti interni che dispongono di una sufficiente aerazione. La canapa, infatti, se posta in ambienti umidi, tende a produrre un odore non molto piacevole, che potrebbe rimanere sul tessuto a lungo, anche dopo ripetuti trattamenti. Il primo passo da fare è leggere l’etichetta all’interno degli indumenti, per individuare quelli che, eventualmente, necessitino di lavaggi a parte o precauzioni particolari. Per quanto riguarda il lavaggio a mano occorre riempire la bacinella per tre quarti della sua capienza con acqua tiepida e poco detersivo ecologico, lasciando i capi in ammollo per una ventina di minuti; per risciacquare, utilizzare acqua fredda corrente, strizzare con delicatezza e stendere gli indumenti in canapa possibilmente in posizione orizzontale. Se invece si dovesse utilizzare una lavatrice sarebbe raccomandabile scegliere un programma a 30 gradi, con una centrifuga poco potente o, se possibile, eliminandola del tutto. Anche in questo caso, il detersivo dovrà essere possibilmente ecologico e delicato, con una produzione di schiuma ridotta al minimo. Per preservare oggetti molto delicati, un consiglio è quello di riporli negli appositi sacchettini retati salva biancheria, prima di inserirli nella lavatrice.

 

Mascherine sostenibili in fibra di canapa

In questo periodo Critico di emergenza sanitaria che non accenna a diminuire, siamo stati costretti ad utilizzare sistemi di sicurezza come le mascherine per svolgere tutte le nostre attività quotidiane in pubblico. Però gli oceani sembrano essere minacciati dall’errato smaltimento di questi dispositivi di protezione, diventando causa di inquinamento dell’ambiente e dei mari. Le aziende, anche quelle del Made in Italy, specializzate nella produzione di capi in fibre naturali come la canapa, hanno riconvertito parte della propria attività per mettere in commercio mascherine lavabili e sostenibili due volte, sia perché si limita l’usa e getta che sta già diventando una nuova piaga ambientale, sia perché si utilizzano fibre sostenibili fin dalla loro coltivazione.

Fonti:

Just Hemp

Vestilanatura

Ecometsrl

Canapaindustriale

Usidellacanapa

Artribune

Fogliederba

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