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Una ciotola di burro alla canapa

I cannabis edibles così come i vaporizzatori sono una perfetta alternativa per chi vorrebbe approcciare al mondo della canapa ma che per motivi di salute o per scelta personale, non è avvesso all'assimilazione dei principi attraverso la combustione.

Come ogni altro articolo proposto in questo blog, ci teniamo a sottolineare che lo scopo per il quale scriviamo e diffondiamo conoscenza è puramente quello informativo, affinché i nostri lettori siano sempre aggiornati sulle numerose possibilità e alternative che il mercato offre.

Conosciuti anche come commestibili alla cannabis, gli edibles sono un prodotto alimentare che contengono cannabinoidi, specialmente tetraidrocannabinolo (THC) e Cannabidiolo (CBD) con il quale ci si può riferire sia al cibo in forma solida che alle bevande. La maggior parte degli edibles contengono un quantitativo di THC che introduce un più ampio spettro di effetti che includono relax, euforia, incremento dell’appetito o in caso di sovraddosaggio stanchezza e ansia. Gli alimenti che contengono THC possono essere utilizzati sia ai fini ricreativi che per scopi medici ed oltre ad avere quantità di THC dominanti sono presenti sul mercato prodotti con diverse tipologie di cannabinoidi come il CBD che è impiegato principalmente per scopi medici. D’altro canto, vi sono dei cibi che non contengono nessun principio attivo all’interno, ma che usufruiscono delle proprietà nutraceutiche dei prodotti derivati dalla canapa (HEMP) come i semi e la farina. La cannabis contiene centinaia di composti chimici naturali, ma i due più comuni sono il THC ed il CBD: il primo è il principale composto psicoattivo che conferisce alla cannabis il suo high, mentre il CBD è un composto non inebriante ampiamente utilizzato nei prodotti per la salute e il benessere. La differenza principale tra gli edibili composti dai due principi è la loro composizione chimica, che ricade sui loro effetti. Gli edibili di THC inducono alterazioni, mentre gli edibili di CBD no.

I primi utilizzi di cibo infuso di cannabis ci riporta al subcontinente Indiano, dove gli antichi abitanti preparavano cibo e bevande con un Bhang (una sorta di mortaio con pestello risalente ai primi anni Dopo Cristo) con il quale macinavano le infiorescenze di cannabis da impiegare sia per usi spirituali che per usi medici. Il moderno interessamento ai cibi di cannabis è stato reso possibile dalla pubblicazione di The Alice B. Toklas Cook Book - Toklas (1954) uno dei manuali sulla cucina più venduti di tutti i tempi e che include ricette per "haschich fudge". Inizialmente queste tipologie di ricette furono omesse nella ristampa americana, che riprese piede nel 1960 con la crescita della controcultura degli anni ’60. In tempi moderni possiamo notare come i concentrati di cannabis stanno man mano diffondendosi anche in Europa, dove con le nuove regolamentazioni per uso medico stanno nascendo le prime aziende legali autorizzate alla produzione di edibles a livello nazionale.

Effetti e consigli

Il mercato della cannabis commestibile prende piede grazie allo sviluppo del mercato non destinato alla combustione, che permette la produzione di edibles e di estratti, poiché, la forma estratta dei principi attivi, facilita l’impiego della cannabis nella preparazione di cibi e bevande. Gli estratti hanno proprietà liquide e possono essere estrapolati dalla cannabis con procedure che richiedono l’utilizzo di alcol e/o lipidi (grassi). Questa forma commestibile di THC e il CBD ne semplifica l’assimilazione da parte del corpo umano aumentandone di conseguenza l’effetto e la durata. Gli estratti che saranno impiegati nella ricerca medica devono necessariamente corrispondere a determinati standard di produzione che si può avere solo in caso di regolamentazione di questi prodotti.

I cannabis edibles sono disponibili sotto forma di biscotti, cioccolato, caramelle, in Canada, Olanda e Colorado, attualmente venduti nei negozi di cannabis autorizzati, sono disponibili in vari formati, colori, aromi, sapori e, ovviamente, gli effetti vengono influenzati a seconda del profilo dei cannabinoidi presenti nell’alimento e della quantità ingerita. Secondo un sondaggio federale canadese, la forma commestibile è il terzo metodo più diffuso per consumare la cannabis dopo la combustione e la vaporizzazione. I commestibili possono essere imprevedibili, quindi dovrebbero essere assunti responsabilmente evitando il sovraccarico dell’organismo fin dai primi bocconi utilizzando edibles con dosi di concentrato meno rilevanti. L’assimilazione avviene in maniera differente rispetto al fumo o la vaporizzazione preservando la salute dei nostri polmoni; Solitamente, il quantitativo di cannabinoidi presente è maggiore rispetto a qualche tiro di joint o vaporizzatore poichè quando si assume l'edible di THC, il composto viene elaborato dal fegato e convertito in metabolita 11-idrossi-THC, una forma alternativa di THC molto potente che supera la barriera emato-encefalica molto più facilmente rispetto al delta-9 THC. Mentre gli edibili di CBD non producono effetti inebrianti, ma anche essi vengono elaborati dal fegato e forniscono un rilascio lento di principo, che potrebbero manifestarsi entro 30’ /45’ per avere un beneficio la cui durata può variare dalle 12/24 ore.

Il concentrato negli edibles è espresso in milligrammi e gli esperti consigliano ai principianti di iniziare con una dose di THC di 2,5 mg o meno e di procedere aumentandole gradualmente. Quindi è evidente che un vantaggio dell'assunzione dei commestibili è che possono essere molto più facili da dosare. Quando si fuma o vaporizza la cannabis la soluzione migliore per il dosaggio è il controllo del numero di tiri che si fanno, ma questo non dà una visione reale della quantità che si sta consumando poiché nella preparazione di un joint potrebbe variare il contenuto di cannabis e il contenuto di tabacco. Nei mercati regolamentati, gli edibili devono essere chiaramente etichettati con la quantità di cannabinoidi che contengono in una singola porzione, garantendo ai consumatori un'esperienza controllata e divertente. Il consumo eccessivo potrebbe provocare avvelenamento da cannabis noto come “green out”, ovvero l’avvelenamento da cannabis, che anche se raro, lascia un segno indelebile tra i pochi sfortunati che lo sperimentano.

Come i consumatori ben sanno, siamo ancora vittime di vecchie stigmatizzazioni e stereotipi che ricadono anche sui consumatori terapeutici che vengono ancora malvisti per l'uso della cannabis poiché, per esperienza personale, anche le farmacie stesse sono titubanti nell’affrontare l’argomento anche solo a titolo informativo, ma fortunatamente, gli edibili possono aiutare i consumatori a sfuggire a questi pregiudizi in un modo semplice, discreto e privo di fumo per poterli utilizzare sia a livello ricreativo che medico. Ecco a voi alcuni consigli su come dosare l’estratto in base agli obiettivi che si vogliono raggiungere ed al proprio livello di esperienza:

  • Microdose (2,5mg di THC): questa è un'ottima dose iniziale se si è nuovo al mondo degli edibili. Puoi aspettarti di sentirti leggermente risollevato e più concentrato, con un notevole calo dell'ansia;
    Dose bassa (5mg THC): una dose di queste dimensioni dovrebbe produrre effetti più edificanti ed energizzanti. Potresti anche sperimentare un aumento della creatività o della socievolezza;
    Dose regolare (10mg di THC): questa viene ampiamente considerata una dose standard di THC. Una volta ingerita, una dose di queste dimensioni inizia di solito a fare effetto dopo circa un'ora e produce un effetto corporeo rilassante che può durare per 4–6 ore, a seconda del metabolismo e della chimica del corpo;
    Dose alta (25mg+ THC): i pazienti terapeutici e chi ha una tolleranza alta potrebbero aver bisogno di almeno 25mg di THC per provare un effetto significativo. Tuttavia, per i consumatori inesperti questa quantità catalizzerà un effetto lungo ed intenso. Procedi con cautela.

I commestibili differiscono dalla normale assunzione di cannabis, che sia essa fumata o vaporizzata in svariati modi. Innanzi contengono forme di cannabis concentrata diluita con un buon quantitativo di trigliceridi, solitamente presente nel burro e nell’olio. Gli effetti dell’edible, come dicevamo, vengono generalmente descritti come più intensi rispetto al fumo o al vapore poichè quando si inala il contenuto, i cannabinoidi entrano nel flusso sanguigno attraverso gli alveoli polmonari dove superano la barriera emato-encefalica per produrre rapidamente i loro effetti. D’altro canto, gli edibili forniscono i cannabinoidi al flusso sanguigno attraverso il sistema digestivo. Il consiglio è quello di utilizzare le giuste varietà di cannabis quando si preparano gli edibili in casa, raccomandando varietà con cui si ha già familiarità. La varietà indica indurrà al nostro corpo un'esperienza fisicamente e mentalmente più rilassante, perfetta da assumere dopo una giornata di lavoro intensa, se si dovesse preferire un effetto più cerebrale e psichedelico, bisogna considerare la scelta di uno strain più sativo.

Sul web è possibile trovare un’infinità di ricette di diverse tipologie di edibles, psicoattivi e non. Oggi vi proponiamo un paio di ricette di edibles più comuni: il Cannabutter e l’Hemp Milk.
Cannabutter


  • Ingredienti di base:
    burro 250 grammi;
    Cannabis 5 grammi;
    acqua mezzo litro;


Bisogna far decarbossilare i fiori di cannabis tritati (in modo tale da avere una superficie più ampia da decarbossilare). Per fare ciò stendetelo su una teglia con carta da forno (antiaderente) e infornate a 120°C per 30 minuti.
Il procedimento è molto semplice ma assicuratevi di essere in un luogo dove eventuali profumi e fumi di preparazione non attirino l’attenzione di narici indiscrete, infatti il caratteristico odore di cannabis decarbossilata sarà inconfondibile.
Mettere una pentola con l’acqua a bollire su fuoco lento e nel frattempo tritare l’erba (già decarbossilata) il più possibile. Quando l’acqua arriva a bollore aggiungere il burro a pezzetti e l’erba sminuzzata, avendo cura di abbassare ancora la fiamma e girare delicatamente finché il burro non si sarà sciolto. A questo punto dovete lasciare la pentola sul fuoco per un’ora mantenendo la fiamma molto bassa. In fine filtrate con un colino, lasciate raffreddare e una volta freddo mettete in frigo per qualche ora, i burro si solidificherà e si separerà dall’acqua in eccesso. A questo punto potete scegliere se tagliare in pezzi il vostro composto o scioglierlo nuovamente a fuoco bassissimo per poi ricompattarlo in un vasetto. In ogni caso se non pensate di consumarlo a breve potete sempre congelarlo, magari in stampi di silicone per ghiaccio, così da averlo già suddiviso in monodosi.

Hemp Milk

Come riporta l’inizio del corrente articolo, esistono anche edibles non psicoattivi e senza principi all’interno, ma considerando le proprietà nutraceutiche della canapa, hanno elevate concentrazioni di Omega 3, Omega 6, Vitamina E ed altri antiossidanti tipici della canapa. Stiamo parlando del latte di Canapa o Hemp Milk.
La ricetta è molto semplice e veloce, adatta per chi non ha molta dimestichezza in cucina o nella preparazione di alimenti oltre ad essere un momento creativo da poter affrontare con i vostri figli per sensibilizzarli nell’utilizzo di un alimento come la canapa. Ciò che ci serve è una semplice confezione di 500g di semi di canapa (acquistabili in tutti gli hemp shop d’Italia) e un paio di litri di acqua.

Mette in ammollo in acqua fredda i semi di canapa, 1 Lt di acqua ogni 200 g di semi. Tenere in acqua per un paio di ore, i semi si gonfieranno e assorbiranno parte dell’acqua (ma non tutta) questo procedimento è utile per ammorbidire i semi prima del successivo passaggio;
Dopodiché utilizzate un frullatore ad immersione e cominciate a frullare i semi all’interno della stessa acqua, dopo una decina di minuti avrete l’acqua lattiginosa con tutte le bucce dei semi tritati.
Utilizzare un canovaccio o un filtro (ottimo se quelli per il caffè) l’importante è che sia di una dimensione adeguata per svolgere il processo senza impiegare mezza giornata, personalmente ho utilizzato un canovaccio da cucina pulito, disponetelo sopra un contenitore e cominciate a versare poco a poco il contenuto per filtrarlo.
Una volta filtrato il nostro latte è pronto!


Ricordate che il sapore del latte di canapa è molto vegetale e si può aggiungere zucchero, miele, stevia per addolcire o migliorare il sapore in base al proprio gusto. Conservare in frigo per due ore prima di consumare. Essendo un prodotto fatto in casa e privo di ogni forma di conservante fa consumato entro pochi giorni dalla produzione, non oltre i 2 giorni. Il residuo rimasto nel canovaccio o nel filtro è nota come Okara, con questo residuo che contiene comunque all’interno sostanze nutraceutiche e proteiche può essere utilizzato per creare altre ricette senza sprecare nulla, come per esempio gli hamburger di ceci e Okara di canapa , polpette di ceci e Okara, e tanto altro. La canapa è un alimento particolarmente indicato per essere integrata nella dieta dei Vegani oltre ad essere un alimento completamente naturale e iperproteico.

L’invito è: una volta provate queste ricette, condividete le vostre esperienze con noi, saremo contenti di postare il risultato sui nostri canali social! Ti aspettiamo!

 

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