Il vantaggio dell'autoproduzione è che ogni grower ha la possibilità di poter utilizzare tecniche e prodotti biologici al fine di raccogliere fiori qualitativamente superori.

A partire dal substrato e dai nutrienti fino al momento della raccolta, tutto dovrebbe essere svolto nel pieno rispetto dell’ambiente e di madre natura.

Ma quanti di voi hanno mai sentito parlare di cannabinoidi sintetici? Bene, ma non troppo. Ricordiamo che il principio di base che sta dietro alla stesura degli articoli è proprio quello di informare i nostri lettori affinchè possano essere consapevoli e conoscere i pro e i contro nel momento in cui si dovessero trovare a dover scegliere se assumere o meno una sostanza, che come sappiamo il mercato nero rende disponibile a chiunque, sostanze stupefacenti non regolamentate e tagliate, potenzialmente dannose per l'organismo umano.

I cannabinoidi naturali.

I cannabinoidi così come abbiamo imparato a conoscerli sono cannabinoidi naturali isolati da estratti di piante del genere cannabis. Nel corso degli anni nonostante il proibizionismo sono stati studiati ed individuati alcuni dei numerosi principi attivi presenti all’interno del vegetale più famoso del pianeta e ne sono stati scoperti più di 100 differenti composti, tutti appartenenti alla medesima famiglia e con funzioni curative degne di nota e particolare attenzione. Tra i principali cannabinoidi naturali troviamo:

  • CBD – cannabidiolo;
  • CBDV – cannabidivarina;
  • CBC – cannabicromene;
  • CBG – cannabigerolo;
    CBN – cannabinolo;
  • THC – tetraidrocannabinolo;
    THCV – tetraidrocannabivarina.

Nel normale sviluppo della pianta tutti i cannabinoidi vengono sintetizzati nei tricomi, minuscole escrescenze ghiandolari cerose che si trovano sul fiore femminile della pianta. Durante la fase vegetativa viene prodotto quasi esclusivamente CBG, che viene poi trasformato, nella fase di fioritura, in tutti gli altri cannabinoidi conosciuti. L’unico che non deriva per via metabolica dal CBG è il CBN, formato esclusivamente per degenerazione del THC. I fattori che possono portare a tale degenerazione sono l’esposizione a fonti di calore, raggi UV, ossidazione o troppa maturazione del fiore. Un discorso diverso invece sta per la cannabis sintetica.

La cannabis sintetica.

La cannabis sintetica nota anche come Spice o K2, è una miscela di erbe essiccate alle quali vengono aggiunte sostanze psicoattive create in laboratorio, progettate per lo scopo di dare un effetto simile a quello della Cannabis. Nonostante il tentativo di imitazione degli effetti tipici, i cannabinoidi sintetici risultano avere affetti totalmente diversi da quelli della cannabis pura e, come tutte le droghe sintetiche, sono molto pericolosi. Pare che la Spice abbia avuto origine negli anni 80 grazie ad un esperimento di stimolazione da cannabinoidi sponsorizzato dal governo americano. Nel 1993, John Huffman ricercatore per l’università di Clemson e per il governo, ha pubblicato la formula di un composto chiamato JWH-018, cioè una delle tante formule chimiche che lo scienziato stava perfezionando e raccogliendo in un libro chiamato "The Cannabinoid Receptors".

Huffman a quanto pare non intendeva produrre nessuna delle molecole nuove che stava studiando. Il suo libro però non conteneva solo ricette per questo tipo di composti, ma era utile per semplificare il processo di fabbricazione di farmaci molto potenti che agivano sui recettori cannabinoidi. Nonostante lo scienziato non sia direttamente padre creatore del K2, essa sembra essere stata creata sulla base delle applicazioni illecite del suo lavoro, i quali studi hanno permesso di ridurre i tempi di produzione delle sostanze indicate. Il professore ha dunque fornito le ricette perfette per creare una sostanza illegale dal quale trarre profitto. Il JWH-018 risulta essere un analgesico che interagisce con entrambi i recettori cannabinoidi CB1 e CB2. Produce negli animali e negli uomini effetti simili al THC, proprio per questa motivazione è stato largamente impiegato come principio attivo in alcuni dei più popolari sostituti sintetici della cannabis, attualmente vendute in tutto il mondo tramite internet e in alcuni smart shop.

DIffusione della sostanza.

Da evidenziare come l’uso umano di questo composto, a differenza dei cannabinoidi naturali, possa portare a conseguenze letali dell’organismo, oltre che apportare danni alla psiche ed una forte dipendenza psicologica. Passato qualche decennio dalla scoperta del principio attivo si è verificata un'epidemia di Spice in più di un Paese, fino ad assumere dimensioni continentali. Nel Regno Unito, per esempio, si ritiene che questa sostanza abbia un "impatto devastante" sulle popolazioni carcerarie. Nel 2010, pochi anni prima dell'apertura dei mercati ricreativi in Colorado e Washington, sono aumentate le storie di incidenti e morti dovuti all’uso di Spice.

Nel 2011 il numero di chiamate verso i centri di assistenza contro le intossicazioni è arrivato a 6.549. Questa cifra era pari a 112 casi nel 2009. In quell’anno la DEA ha pubblicato un elenco completo dei cannabinoidi sintetici ed in questo elenco tre dei cinque composti, creati tutti dallo stesso professore ricercatore della Clemson University., sono vietati dalla DEA:

  • JWH-018;
  • JWH-073;
  • JWH-200.

La sostanza per quanto simile nell’aspetto alla cannabis ne condivide vagamente solo alcuni effetti e proprio a causa di questa somiglianza, viene venduta nel mercato nero al posto della nostra amata e proibita pianta. Questo pericoloso prodotto si è largamente diffuso negli Stati Uniti occidentali, in Gran Bretagna dove prende il nome di Black Mamba, per giungere in fine in Germania ed Europa settentrionale. È bene sapere che i cannabinoidi sintetici sono presenti da tempo nel commercio illegale, ma qualche recente episodio negli Stati ha riportato la pericolosità di questa sostanza sintetica all'attenzione comune. Nell'area di New Haven Green, non lontano dall'Università di Yale, nel Connecticut, 71 persone sono state trovate in overdose da Spice traghettando sei di loro vicino alla morte. La cannabis sintetica comporta un rischio di effetti collaterali gravi 30 volte più alto rispetto alle classiche droghe naturali. La motivazione per il quale un prodotto del genere possa essere molto richiesto è probabilmente merito dei costi più bassi e dall’odore più occultabile.

Il Marinol (dronabinol) è un altro cannabinoide prodotto artificialmente in laboratorio. Esso è usato per trattare la perdita di appetito, motivazione principale per la perdita di peso nelle persone affette da AIDS. Il Marinol è anche usato per trattare la nausea e il vomito gravi causati dalla chemioterapia antitumorale. Di solito viene somministrato dopo che i farmaci per controllare la nausea e il vomito sono stati provati senza successo. Gli effetti di questo cannabinoide artificiale possono causare eri o comportamenti insoliti), soprattutto se ha mai avuto depressione o malattia mentale. Il cannabinoide sintetico può causare abbassamenti della pressione sanguigna, specialmetne negli anziani della pressione sanguigna specialmente negli anziani con problemi cardiaci.

Come mai questa diffusione?

Possiamo immaginare che un dei motivi per cui la gente usa la Spice derivi maggiormente dalla mancanza di formazione e informazione adeguata in materia di cannabis, ci teniamo sempre a sottolineare che la sensibilizzazione in luoghi attinenti all’argomento dovrebbe essere all’ordine del giorno. Molte persone usano queste sostanze perché pensano che non siano individuabili dai test antidroga, o perché credono che la Spice sia in qualche modo "più sicura" rispetto alla vera pianta di cannabis.

La mancanza di informazione dei cittadini per proteggersi da questa piaga sociale è sempre piu cruciale, in particolare in luoghi come gli Stati Uniti dove la cannabis sta diventando legale da alcuni anni a questa parte. Non esiste ancora nessun controllo federale e gli stereotipi con i pregiudizi impediscono alle persone di conoscere cosa siano effettivamente i cannabinoidi, cosa fanno e come lavorano correttamente all’interno del nostro organismo. La gente arriva ad approcciare con la K2 perché sono persone disperate o perché non capiscono i danni che questa sostanza causa alla salute. Ed entrambi questi motivi hanno la stessa matrice, ovvero il motivo per il quale gli stessi cannabinoidi naturali devono ancora essere accettati e compresi dall’opinione pubblica. 

La miscela di erbe essiccate della Spice somiglia alla classica cannabis ma è intrisa di sostanze psicoattive prodotte in laboratorio e lasciate assorbire, con un processo molto approssimativo, dal miscuglio vegetale compreso nel mix, costituito a sua volta da foglie e fiori che possono avere effetti psicoattivi blandi e aver subito contaminazioni da muffe, salmonella, pesticidi o metalli pesanti. Si prova a far passare la cannabis sintetica come prodotto biologico, ma in realtà nessuna produzione di erba sintetica è completamente naturale.

Effetti della sostanza.

Erbe come la Spice sono trattate con cannabinoidi artificiali o altri prodotti chimici da laboratorio. Originariamente onteneva una sostanza chimica chiamata HU-210, caratterizzata da una struttura molecolare molto simile al THC. L'HU-210 è un cannabinoide sintetico messo a punto nel 1988 dal gruppo del prof. Raphael Mechoulam della Università Ebraica di Gerusalemme. Un recente lavoro pubblicato sul Journal Of Clinical Investigation, mostra che l'HU-210 stimola la neurogenesi delle cellule nervose dell'ippocampo, esercitando un effetto ansiolitico e antidepressivo. Ma questo nuovo composto è compreso nella “Schedule I - controlled substance” negli Stati Uniti, in cui sono elencate droghe e altre sostanze ad alto potenziale di abuso al fianco di eroina e cocaina. Il problema di questi principi chimici sintetici è dunque la loro tossicità. Secondo la Drug Enforcement Administration americana, la maggior parte dei cannabinoidi chimici sono stati realizzati in Asia senza controlli né norme per la produzione per essere poi contrabbandate negli Stati Uniti. Gli effetti che questi cannabinoidi sintetici hanno sull’organismo incontriamo:

    • allucinazioni;
    • tachicardia;
    • ansia;
    • perdita di memoria e paranoia.

La Spice è una droga ancora troppo poco conosciuta e, soprattutto, difficile da distinguere rispetto alla marijuana naturale, ma le cui conseguenze sono significativamente più pericolose. I rischi connessi all’utilizzo di cannabinoidi sintetici sono troppo elevati e aggressivi. Non bisogna dimenticare che i prodotti chimici possono essere mortali già di per sé. Qualsiasi sostanza chimica utilizzata in questo processo potrebbe risultare tossica una volta ingerita o inalata. Essendo un prodotto non autorizzato i processi di miscelazione possono essere imprecisi, di volta in volta, rendendo imprevedibili gli effetti. Al contrario dei cannabinoidi naturali che contrastano sintomi come la nausea, questi possono invece esserne la causa, possono provocare vuoti di memoria e svenimenti, problemi cardiaci, psicosi, fino a giungere all’insufficienza renale dovuta al lungo termine. Abbiamo anche letto di un fenomeno peculiare che è rappresentato dalla “spiceophrenia”, coniato dalla congiunzione di spice e schizophrenia, cioè una sindrome psicopatologia caratterizzata da deliri e allucinazioni (simile alla classica manifestazione della schizofrenia). La comparsa di tale condizione è associata in particolar modo ai soggetti che fanno uso di cannabinoidi sintetici piuttosto che di origine naturale. La principale causa di "spiceophrenia" è stata riscontrata nell’assenza di composti modulanti all’interno delle spice drugs. Questo comporterebbe un maggiore rischio di sviluppare una psicosi anche in soggetti che non presentano alcuna predisposizione o vulnerabilità. Inoltre, successivamente allo sviluppo della patologia, alcuni studi dimostrano che i sintomi permangono nonostante l’assunzione della sostanza venga interrotta.

La situazione in Italia.

Pare che la Spice sia arrivata anche sul mercato italiano, è quanto si può definire dallo studio Espad, condotto come ogni anno dai ricercatori dell'Istituto di fisiologia clinica del Cnr. L'indagine epidemiologica descrive gli scenari e le tendenze presenti fra i giovani nel nostro Paese riguardo all’uso delle sostanze stupefacenti e i comportamenti rischiosi a esse correlate. Gli ultimi dati disponibili, relativi al 2016, hanno svelato come, dopo la cannabis, tra le droghe più consumate dai ragazzi ci sia proprio la «Spice». Come spiega Sabrina Molinaro, coordinatrice dell'area epidemiologia e promozione della salute dell'istituto di fisiologia clinica del Cnr e coordinatrice dello studio:

«quasi 275mila ragazzi ne hanno fatto uso almeno una volta nella vita. Di questi, uno su tre lo ha fatto almeno dieci volte, se non di più. Il dato è preoccupante, poiché gli effetti del mix sulla salute non sono ancora ben noti».

Per quanto riguarda la percezione del rischio, il 31,1% degli studenti reputa pericoloso fare uso di cannabis anche solo occasionalmente, mentre il 40,4% ritiene pericoloso farne un uso regolare. Sono le studentesse a mostrare una maggiore consapevolezza rispetto ai coetanei, indipendentemente dalla frequenza di uso. I consumatori di cannabis, tendenzialmente, ne fanno un uso esclusivo. Anche se non manca chi l'associa alla cocaina (9%), a stimolanti (8%) e a sostanze allucinogene (7%).

«La cannabis si conferma la sostanza psicoattiva illegale più diffusa - prosegue l'esperta -. Quasi un terzo dei ragazzi di età compresa tra 15 e 19 anni l'ha utilizzata almeno una volta nella vita. Di questi il 25 per cento, pari a quasi 640mila adolescenti, ne ha fatto uso nell’ultimo anno. Mentre quasi novantamila ragazzi la fumano quotidianamente». 

Nel periodo della pandemia Covid 19 stando a quanto indicato da un monitoraggio dal mese di maggio a ottobre 2020 l’istituto superiore della sanità ha riscontrato un aumento generale della diffusione e utilizzo delle sostanze stupefacenti ed in particolare risalta la diffusione di due cannabinoidi sintetici, il MDMB-4en-PINACA e il 4F-MDMB-PINACA. Come quelli precedentemente elencati, nascono in laboratorio per produrre gli stessi effetti della cannabis, ma li superano di 100 o 1000 volte.

«Quelli desiderati sono i tipici da cannabis, come senso di piacere e rilassamento. Gli indesiderati sono però molto pericolosi. Si arriva a intossicazioni acute che portano al coma, al decesso. La sintomatologia che si riscontra è di tipo psichiatrico oppure fisico, con collassi o arresti cardiocircolatori».

L’unico modo per poter essere sicuri di possedere cannabis di una certa qualità è proprio il metodo dell’autoproduzione. Aspettiamo in relax il seguito del referendum che dovrebbe portare alla legalizzazione della coltivazione per uso personale, solo in quel momento saremo liberi di non nuocere a noi stessi.

Fonti

Drug.com

Focus

wikipedia

Fondazione Veronesi

il fatto quotidiano

tvsvizzera

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