l'immagine rappresenta un cane in vacanza

Niente è speciale quanto l'affetto che i nostri animali domestici possono trasmetterci, ed è per questo che il nostro compito è quello di prenderci cura dei nostri pelosetti.

L'utilizzo della cannabis per patologie e problematiche proprie della specie animale diventa sempre più un'area di crescente interesse dovuto all’impiego con esiti positivi dell’applicazione della canapa in ambito umano.

Il quotidiano rapporto che gli umani hanno con i loro animali domestici e altre specie veterinarie, ha portato a un rinnovato interesse per la possibilità e la promessa benefica dell'applicazione della cannabis per il trattamento di problemi di salute nella comunità animale. l sistema endocannabinoide è proprio di quasi animale, dai mammiferi complessi come i primati, agli animali filogeneticamente primitivi e più semplici. I recettori dei cannabinoidi sono espressi nella maggior parte degli animali, compresi i mammiferi, i volatili, i rettili e i pesci e gli invertebrati come ricci di mare, sanguisughe, cozze, e altri. Gli studi di De Petrocellis e altri studiosi hanno determinato che il ruolo principale del sistema endocannabinoide nell'Idra (organismo primitivo semplice) è controllare la risposta dell’alimentazione. Da questi dati risulta evidente che tutte le specie veterinarie contengono un sistema endocannabinoidi e pertanto, una comprensione di esso all’interno di queste specie è fondamentale per lo sviluppo di applicazioni cliniche per endocannabinoidi e fitocannabinoidi derivati principalmente dalla Cannabis sativa L. 

Gli studi clinici da sempre eseguiti presso le istituzioni accademiche, permettono di avere un quadro dettagliato dei i benefici e permettono di acquisire una maggior sicurezza dell’effetto dei fitocannabinoidi sugli animali da compagnia. Dopo anni di soppressione della ricerca a causa del proibizionismo della cannabis, l'interesse pubblico e commerciale di questa entusiasmante medicina emergente per gli animali ha portato a una serie di studi e studi clinici prossimi alla pubblicazione.

Nonostante la scarsità di studi controllati pubblicati in specie veterinarie, i caregivers degli animali hanno usato la cannabis per i loro cani, gatti e cavalli da prima della legalizzazione della marijuana medica nel 1996 e probabilmente molto prima. I benefici osservati sono simili a quelli riscontrati nell’uomo, includendo:

  • riduzione dell'ansia,
  • sollievo dal dolore,
  • miglioramento della mobilità negli animali con osteoartrosi,
  • riduzione della dimensione del tumore,
  • appetito migliorato,
  • miglioramento del controllo del diabete di tipo 2,
  • condizioni infiammatorie e problemi digestivi,
  • un migliore controllo delle crisi epilettiche.

Questi benefici non sono universali e i trattamenti di successo si basano su dosaggi relativi al tipo di condizione, gravità della condizione, dimensione, metabolismo e fattori legati alla diversità biochimica e alla densità e distribuzione del sistema endocannabinoide tra i membri della stessa specie. Veterinari, ricercatori veterinari e operatori sanitari sono tutti ansiosi di adottare terapie basate sulla cannabis e hanno cercato le prove per supportare l'uso sicuro ed efficace delle terapie con cannabinoidi per i loro animali domestici o per i loro pazienti.

Animali e fumo passivo.

Ogni qualvolta che fumiamo cannabis in casa, per rilassarsi, nell'ambiente si diffonde fumo passivo, e l’odore pungente del fumo di cannabis è fastidioso per coloro che non amano fumare, e che tutto sommato, non possiamo biasimarli.
Gli umani non corrono il rischio di ottenere “l’High” respirando un po' di fumo di cannabis passivo poiché sono più grandi e pesanti rispetto agli animali domestici. I cani e i gatti hanno dimensioni inferiori rispetto all'uomo, ciò li rende molto più sensibili agli effetti dei cannabinoidi. Essi potrebbero dunque sballarsi respirando il fumo di canapa passivo che fluttua nell'aria. Se occasionalmente vi dovesse capitare di aspirare qualche boccata Maria accanto al vostro animale domestico, dovete sapere che il rischio che il vostro amico peloso si sballi è minimo, ma un hotbox (un chiusino) è molto pericoloso. Gli effetti psicoattivi non sono l'unico aspetto negativo del fumo passivo: cani e gatti possiedono un apparato respiratorio molto delicato, e il fumo passivo può provocare difficoltà respiratorie ed irritazioni. In linea di massima, più l'animale è piccolo, maggiore è il rischio che subisca gli effetti del fumo passivo.

Avrete sicuramente assistito alla scena in cui un vostro conoscente (speriamo di no) ha soffiato fumo di cannabis appositamente sul muso del cane, o accidentalmente il quadrupede ha mangiato parti di cannabis, come fiori e hashish o un alimento a base di cannabinoidi, il tutto senza sapere che questi comportamenti possono avere gravi ripercussioni sui nostri pelosetti. Di certo il vostro animale domestico non morirà per aver respirato di tanto in tanto un po' di fumo passivo. Tuttavia, soffiare fumo sul naso di un animale o nutrirlo con un dolce alla cannabis è un comportamento irresponsabile, che può causare sintomi gravi come tremori, vomito, eccessiva salivazione, letargia e persino convulsioni. Proprio come i cani, anche i gatti possono sballarsi con la cannabis. Essendo più piccoli, sono particolarmente sensibili al THC contenuto nel fumo passivo. In uno studio svolto nel 2018, gli scienziati hanno scoperto tracce di Tetraidrocannabinolo nel flusso sanguigno di gatti esposti a fumo di cannabis passivo. Ciò indica che i gatti reagiscono al THC e lo assimilano proprio come gli esseri umani. Ma, contrariamente a quanto potreste pensare, per i vostri amici felini gli effetti della cannabis non sono così piacevoli. Condividere la passione per la ganja con il proprio animale, è un'idea pessima e potenzialmente pericolosa per loro. 

La American Society for Prevention of Cruelty to Animals (ASPCA) ha stabilito che la cannabis è tossica per cani, gatti e cavalli. Essa può provocare effetti collaterali gravi come depressione, vomito, disturbi del sonno, calo della pressione sanguigna, eccessiva salivazione, convulsioni e, in casi estremi, persino coma e morte. Anche l’effetto psicoattivo percepito dagli animali è diverso rispetto al nostro. La maggior parte di noi adora gli effetti della cannabis, ma un animale domestico non sarà in grado di capire cosa sta succedendo, quindi la sua esperienza risulterà traumatica. In pratica, anche se il vostro animale non mostra segni di intossicazione da marijuana, potrebbe comunque sentirsi inquieto o terrorizzato da ciò che gli sta succedendo.

 Il Cbd applicato al mondo animale

Quando i nostri animali soffrono e hanno dolore non solo patiscono loro, ma soffriamo anche noi ed è motivo di tristezza e a volte senso di frustrazione vederli stare male e non riuscire a curarli al meglio. Certamente esistono farmaci antinfiammatori e antidolorifici, che agiscono su più fronti del dolore, ma come tutti ben sappiamo, gli effetti collaterali a breve o a lungo termine a volte si fanno sentire e li rendono poco maneggevoli per terapie croniche. Il cbd, negli animali così come negli umani, affinché’ svolga la sua azione, necessita di legarsi a dei recettori. Questi sono presenti soprattutto nelle cellule nervose, ma non solo, sono i cosiddetti recettori cb-1 e cb-2.
Il cbd, somministrato ai nostri amici a quattro zampe, andandosi a legare ai recettori per gli endocannabinoidi, armonizza, modula e rallenta la trasmissione dell’impulso lungo le fibre nervose. Il Cannabidiolo riveste quindi un ruolo chiave nel controllo e nella soppressione del dolore. I recettori cb-1 sono presenti maggiormente nel sistema nervoso centrale, cioè cervello e midollo spinale e nel sistema nervoso periferico come i nervi e i gangli nervosi. Ma sono stati rilevati anche nel tratto intestinale, nel fegato e nella cute. La stimolazione di questi recettori attraverso il legame del cbd con il cb-1 gioca un ruolo nella regolazione del dolore, nella risposta allo stress, nella regolazione delle riserve energetiche e nelle funzioni immunitarie. Mentre i recettori cb-2 sono presenti maggiormente nel sistema immunitario, cioè globuli bianchi, linfonodi, milza, nel tratto gastro-intestinale, nell’apparato riproduttore, nel sistema vascolare, polmoni, ossa, pelle e di nuovo nel sistema nervoso centrale.

Ma quali prodotti scegliere?

È bene affidarsi a prodotti di qualità ( come questi qui ) di cui si conosca la provenienza e che abbiano le giuste certificazioni riguardo la quantità di cannabinoidi presenti e certifichi l’assenza di metalli pesanti, pesticidi, muffe e lieviti. I cannabinoidi non creano effetti collaterali anche con assunzioni prolungate, la scelta se utilizzare un full spectrum o una cannabis terapeutica dipende dalla gravità della patologia. Esistono in commercio prodotti CBD full spectrum che oltre al cbd contengono tutti i fitoestratti della pianta della canapa, quindi anche altri cannabinoidi e terpeni. Oppure esistono prodotti isolati che contengono il solo cbd e prodotti broad spectrum esente di thc ma che contiene gli altri cannabinoidi e i terpeni.

La cannabis va sempre somministrata lontano dai pasti e da altri farmaci, preferibilmente direttamente per via orale per migliorarne assorbimento e dunque efficacia. Solo se necessario è possibile aggiungerla in poco cibo. La dose, come anche la risposta, è soggettiva e andrà valutata attentamente dal proprio veterinario di fiducia e aggiustata a seconda della patologia e della risposta individuale del soggetto. I veterinari possono prescrivere senza problemi il cbd, quindi potete rivolgervi al vostro veterinario curante che meglio saprà indirizzarvi per la posologia corretta. Nei vari hemopshop possiamo trovare anche prodotti incentrati sulla presenza di Cbg o cannabigerolo che, al contrario del thc, non è psicotropo e ha un ottimo potenziale terapeutico in associazione al cbd. Ma a differenza del cbd questo aumenta la produzione di anandamide, il principale cannabinoide endogeno presente nel nostro corpo, quindi numerosi studi supportano la teoria dell’entourage ovvero il meccanismo di sinergia. Inoltre, si è visto che il cbg è fondamentale per trattare il glaucoma, come antibatterico, per le infiammazioni gastrointestinali, e per ridurre disturbi legati ad ansie e stress.

Quali patologie si possono trattare?

In casi specifici come per il trattamento dell’artrosi, che è una patologia invalidante negli animali come nelle persone, esistono diverse terapie a base di FANS e cortisonici per ovviare al dolore ma alla lunga questi farmaci hanno effetti collaterali. L’utilizzo della cannabis terapeutica permette nella maggior parte dei casi di diminuire e in molti casi evitare l’utilizzo di essi.
Anche gli animali soffrono di ansia e stress che in questo caso si affronta con il cbd, valutando poi di aggiungere il CBG, rivolgendosi però ad un medico veterinario comportamentalista che possa adattare il piano terapeutico al soggetto. L’impiego della cannabis nel mondo animale è utile per il trattamento di dermatiti per la sua azione antinfiammatoria, grazie ai recettori del sistema endocannabinoide a livello di cute.
I tumori sono la situazione più grave e spesso comuni nei soggetti anziani. La cannabis terapeutica si è vista utile per contenere il dolore e l’infiammazione, ma si è rivelata anche un valido aiuto per rallentare la progressione dei tumori, oltre che migliorare l’appetito e ridurre lo stress in corso di patologia. Per l’epilessia, l’utilizzo dell’olio di canapa si è rivelato utile nel diminuire la frequenza dell’intensità e del numero degli episodi.
Per la Gengivo-stomatite cronica felina si è dimostrata efficace sia per l’azione antiinfiammatoria che per il ruolo da immunomodulatore, senza le controindicazioni che possono portare l’utilizzo di FANS e corticosteroidi. Oltretutto nel gatto la formulazione spesso in olio rende agevole la somministrazione quotidiana.
Esistono in commercio diverse formulazioni in olio e compresse, con differenti concentrazioni, oltre che è possibile far fare preparazioni galeniche per uso endonasale o gel da applicare sulle mucose. La formulazione in olio è spesso molto agevole e da dosare e da somministrare e permette un ottimo assorbimento soprattutto se dato almeno 2 ore lontano dai pasti. E' un alimento complementare con acidi grassi Omega-3 e Omega-6 (specifici per animali), in grado di preservare la luminosità del pelo, mantenere la pelle sana e l’apparato cardiovascolare in salute. Grazie alla presenza di Vitamina E, inoltre, protegge la membrana cellulare dall’attacco dei radicali liberi e rinforza il sistema immunitario. Per cominciare ad usare l’Olio di Canapa è possibile seguire i suggerimenti presenti sulla confezione. Si consiglia di cominciare con piccole dosi e aumentarle fino al raggiungimento del risultato desiderato.
È buona regola in tutti i casi farsi consigliare dal proprio veterinario che valuterà ogni singolo e specifico caso per individuare correttamente la terapia da seguire. 

Ricordiamo di lasciare sempre a disposizione acqua fresca e pulita a disposizione del vostro cucciolo, di conservare prodotti a base di cbd in luogo fresco e asciutto e che una volta aperto l'olio va conservato in frigo. Come per le medicine che assumiamo noi, si raccomanda di chiedere il parere di un veterinario prima dell’uso o prima di estendere il periodo di impiego. L'olio generalemnte è semplice da usare e può essere somministrato direttamente per via orale, dosato attraverso il pratico contagocce in plastica “a prova di morso”, oppure aggiunto agli alimenti consumati dall’animale. Inoltre, grazie alla presenza dell’olio di oliva nella composizione, ne rende il sapore del prodotto più gradevole.

 Fonti

Sicamweb

Ncbi

Cvls

 Aspca

Kodami

Enecta

Foglie d'erba

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