E il referendum per la coltivazione di cannabis che fine ha fatto?

Vi abbiamo già descritto a grandi linee cosa prevedesse il referendum abrogativo sulla cannabis.Oggi siamo qui per aggiornarvi sul percorso referendario.

Intanto per chi se lo fosse perso o non abbia ancora compreso quale sia il contenuto di questo referendum, faremo un riassunto rapido. Prima di ogni discorso vorremo tenervi presente che il sito referendumcannabis.it è il sito ufficiale di riferimento per quanto riguarda gli aggiornamenti sul referendum e sul quale, fino a qualche mese fa, è stato possibile compiere un’impresa unica nel suo genere, ovvero effettuare per la prima volta una raccolta firma valida grazie all’utilizzo del nuovo strumento di riconoscimento digitale, ovvero lo Spid.

Il referendum punterebbe ad eliminare il reato di coltivazione per uso personale e a rimuove le pene detentive per qualsiasi condotta legata alla cannabis, eliminando la sanzione amministrativa del ritiro della patente. Il ritiro del documento di guida è previsto non solo per chi guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti ma è anche disposta in tutti i casi di detenzione; dunque, si applica anche quando la condotta non costituisce reato e la sostanza è destinata esclusivamente all’uso personale. Il quesito referendario già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, e che dunque costituisce la base di riferimento se si andrà a votare, punta ad abrogare i seguenti tre aspetti:

  • Il reato di coltivazione di cannabis, attualmente previsto dal Testo Unico sugli stupefacenti;
  • Cancella le pene detentive previste per questa condotta, che oggi consistono nella reclusione da due a sei anni;
  • Elimina la sospensione e il ritiro della patente di guida (o il divieto di conseguirla) per chi coltiva cannabis, ma non per chi si mette al volante sotto l’uso di tale sostanza.

Una volta compreso il contenuto del Referendum, la vicenda, oggi, ci porta ad aver conseguito più di mezzo milione di firme in appena sette giorni. Il referendum ha visto un maggior sostegno da parte dei ragazzi appartenenti alla categoria under 35 e al sostegno delle associazioni promotrici del referendum: le associazioni Luca Coscioni, Meglio legale, Forum Droghe, Società della Ragione, Antigone e i partiti +Europa, Possibile e Radicali italiani, Sinistra italiana.

Quali sono stati gli imprevisti?

Ma la storia del referendum non è stata così semplice come si crede. Il primo intoppo nel quale ci si è trovati è stato quello della scadenza dei termini utili. Inizialmente previsto per il 30 settembre, ha dovuto ricevere una proroga dal Consiglio dei ministri poiché alcuni comuni italiani inadempienti, del quale su internet è possibile reperirne ancora la lista, non hanno mai risposto e/o inoltrato i certificati delle firme delle centinaia di migliaia di sostenitori. Inizialmente, infatti, circa 1400 comuni non avevano ancora provveduto ad inviare i certificati elettorali ed è stata così concessa la proroga al 30 di ottobre.

Secondo Marco Perduca:

«La risposta è stata straordinaria, hanno preso parte molti giovani, oltre il 70% delle persone che hanno firmato ha meno di 35 anni. Le sottoscrizioni sono arrivate dalle grandi città ma anche dai piccoli comuni […] Dopo la consegna delle 630.000 firme in Cassazione, si fa sempre più urgente promuovere dibattiti di approfondimento per fare informazione sulla base di fatti e per aprire a un dialogo con scettici e contrari in vista del voto nella prossima primavera»

Con la necessità di abbattere quelle che sono le fake news più ricorrenti per questo quesito referendario. Come per esempio che l’iniziativa proposta:

  • NON SERVE A RIDURRE MERCATO DELLE MAFIE: Il traffico di sostanze, anche di cannabis, uno dei principali introiti della criminalità organizzata. Dal narcotraffico le mafie ricavano annualmente grandi flussi di denaro per fare riciclaggio in attività perfettamente legali. La Relazione annuale del Parlamento sulle tossicodipendenze del 2021 riporta che il mercato delle sostanze stupefacenti muove attività economiche per 16,2 miliardi di euro, di cui circa il 39% attribuibile al mercato nero dei cannabinoidi.

  • NON ESISTONO DROGHE LEGGERE E DROGHE PESANTI: Ogni sostanza presenta proprie specificità. La letteratura scientifica mondiale riconosce la minore pericolosità della cannabis rispetto ad altre piante e sostanze non solo rispetto all’eroina ma addirittura rispetto a nicotina e alcol che sono già legali e che creano molti più danni alla salute e alla società. Nel dicembre 2020 l’ONU ha approvato una raccomandazione dell’Organizzazione mondiale della sanità che riconosce e facilita l’uso terapeutico e scientifico della cannabis, rimuovendola dopo 60 anni, dalla tabella IV della Convenzione sugli stupefacenti, quella delle sostanze pericolose senza alcuna proprietà terapeutica.

  • LA CANNABIS È UNA DROGA DI PASSAGGIO: Il fatto che una persona faccia uso di cannabis non implica di per sé che prima o poi passi all’uso di altre sostanze stupefacenti. A smentire questa affermazione è da tempo la scienza e la realtà: studi dimostrano che l’usare frequentemente cannabis in realtà è inversamente correlato all’uso di altre sostanze, mentre pochissimi dei 20 milioni di italiani che hanno usato cannabis nella vita sono poi passati all’eroina. Inoltre numerosi studi dimostrano che la cannabis sia utile come sostanza di uscita dalle dipendenze da sostanze più pesanti come eroina e cocaina, che è una alternativa medica ai farmaci oppioidi.

  • LA LEGALIZZAZIONE AUMENTERÀ IL CONSUMO DEI GIOVANI: Il Colorado è stato il primo Stato a legalizzare negli Usa nel 2012. Da allora il paese ha registrato una costante diminuzione del consumo tra i giovani (oggi intorno al 20%). Così come il numero di giovani consumatori canadesi si è praticamente dimezzato l’anno dopo la legalizzazione nel 2018 (dal 19,8% al 10,4%) per poi tornare a livelli comunque inferiori ai precedenti (19,2%).

  • CI SARANNO MOLTI COSTI SANITARI: Il picco di casi di cirrosi epatica negli Stati Uniti si è avuto proprio negli anni del proibizionismo: l’alcool del mercato nero era di pessima qualità e creava danni. Così come è di pessima qualità oggi la cannabis delle mafie che è spesso contaminata con sostanze nocive per la salute, come lacca, lana di vetro e piombo. Inoltre sapere cosa si usa e conoscerne gli effetti grazie a campagne informative finalmente trasparenti permetteranno un uso più consapevole rispetto ad oggi.

  • IL REFERENDUM PROMUOVE LA “CULTURA DELLO SBALLO: Esattamente come per l’alcol e la nicotina, un maggiore controllo del fenomeno permetterebbe di parlare degli effetti collaterali, fornire a chi consuma quelle informazioni che oggi non può certo reperire dallo spacciatore. Non si tratta di promuovere o meno certi tipi di comportamenti, che del resto prescindono lo status di illegalità della Cannabis, ma di riconoscere che il consumo di Cannabis è un fenomeno che esiste e che va trattato con pragmatismo e responsabilità.

  • SE PASSA IL REFERENDUM SI POTRÀ GUIDARE STRAFATTI: Se vince il sì non sarà più prevista la sospensione della patente come sanzione amministrativa per chi detiene una piccola quantità di sostanza stupefacente per uso personale. La guida in stato di alterazione psico-fisica per uso di Cannabis continuerebbe ad essere sanzionata penalmente dall’art. 187 del Codice della Strada.

  • LA CANNABIS CREA BUCHI NEL CERVELLO: La cannabis ha sicuramente effetti psicoattivi, in particolare grazie alla presenza del THC, e non si possono certo escludere variazioni della funzionalità dei neuroni dovuta al suo uso. Ma da alcuni anni gli scienziati stanno cercando di trovare prova dei famosi “buchi del cervello” senza particolare successo. Numerosi studi effettuati su gemelli “discordanti” riguardo l’uso di cannabis non hanno dimostrato riduzione del quoziente di intelligenza, danno alle funzioni esecutive o riduzione delle performance educative.

  • SE PASSA IL REFERENDUM SI LEGALIZZANO ANCHE LE DROGHE PESANTI: Depenalizzare la coltivazione di tutte le piante stupefacenti non significa legalizzare tutte le droghe. Infatti, la cannabis, è l’unica sostanza che non richiede ulteriori passaggi prima di essere consumata. La detenzione di piante, foglie e fiori a fini di spaccio e le attività di fabbricazione, estrazione e raffinazione, necessarie ad esempio alla cocaina e l’eroina, continuano ad essere punite.

  • LA CANNABIS DI OGGI È 10, 15, 20 VOLTE PIÙ POTENTE CHE NEGLI ANNI SESSANTA?: indubbio che la cannabis oggi, grazie alle moderne tecniche di coltivazione indoor e alla selezione genetica, possa raggiungere percentuali superiori di THC rispetto ad anni fa. Ma non tutta quella che circola raggiunge questi picchi, che a loro volta sicuramente non sono aumentati decine di volte rispetto agli anni Sessanta.

Oggi a che punto siamo?

Nel giro di poco tempo dal momento in cui sono state depositate le firme in favore della legalizzazione della cannabis, Fratelli d'Italia non ha tardato a rispondere, e difatti annuncia che è disponibile a mettere tutta la propria struttura a disposizione se il referendum sulla legalizzazione della cannabis venisse accolto dalla Consulta, per organizzare il comitato per il no al referendum. L’annuncio è stato fatto da, Giorgia Meloni presidente di Fratelli d'Italia ai giornalisti in piazza Montecitorio.

«È una follia nella nazione con il più alto tasso di abusi per uso droghe presuntamente leggere tra i quindicenni - ha spiegato - dire ai giovani che lo Stato è in grado solo di regalare loro la droga libera. Ci pare un messaggio folle»

Ma i promotori e sostenitori del referendum continuano comunque a farsi sentire. Per il deputato Riccardo Magi:

«un consumatore è nelle mani di un pusher e non sa cosa compra, né come la droga è stata trattata. Laddove la legalizzazione è già avvenuta, come in Canada e negli Stati Uniti, affermano i promotori, non si è registrato nessun aumento dei consumi. Il grande afflusso di richieste sul portale dell'Associazione Coscioni ha a volte rallentato la sottoscrizione»

Per Emma Bonino invece:

«La strada delle libertà e l'unica contro i sovranismi. Ed è una spinta politica a un Parlamento che dorme da tanti anni […] Il totale silenzio dei capi dei grandi partiti, così come sta accadendo per il referendum sull'eutanasia legale, è un segnale preoccupante non tanto per i referendum, quanto per lo stato di salute della nostra democrazia e di partiti ormai sempre più autoreferenziali, ridotti fare il tifo pro o contro le decisioni di Draghi»

Se il referendum sarà ritenuto ammissibile e si arriverà alle urne ci saranno 50% di possibilità che la coltivazione e la detenzione di cannabis possa diventare tollerata. Il referendum indetto per renderla legale è di tipo abrogativo, cioè interviene per eliminare una norma di legge esistente. Al referendum possono partecipare tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati; dunque, chiunque abbia compiuto i 18 anni di età e tutti quelli avente diritto al voto. Le condizioni per arrivare all’indizione e all’espletamento di un referendum abrogativo sono previste da una legge costituzionale che stabilisce:

Qualora i cittadini si esprimano in maggioranza per l’abrogazione, la legge dovrà essere subito “amputata” della parte indicata nel quesito referendario e che i cittadini hanno voluto eliminare: il Presidente della Repubblica dovrà dichiarare con un decreto l’avvenuta abrogazione (potrebbe rinviare l’efficacia abrogativa fino a un massimo di 60 giorni, per dare tempo alle Camere di provvedere su eventuali lacune prodotte dal vuoto normativo); da quel momento, la disposizione abrogata non avrà più vigore. Quindi si potrebbe assistere ad un radicale cambiamento della società italiana, in cui i growers di cannabis non sono considerati fuorilegge, e tanto meno perseguitati da uno Stato che anziché metterli in sicurezza, non fa altro che deviarli verso il mercato nero ed un acquisto irresponsabile della sostanza. Riuscendo ad entrare magari nell’ottica di una possibile legalizzazione su modello spagnolo o olandese, riuscendo a trarre vantaggi sia dalle imposte sul prodotto, sia dallo sfruttamento di un possibile turismo cannabico.

Fonti:

 La repubblica.it

Il post.it

fuoriluogo.it

referendumcannabis.it

freeweed.it

Zoesseeds.com

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