Oggi parleremo di una tecnica che è tutto il contrario di quelle esplicate precedentemente, parleremo del Supercropping,

tecnica “High Stress” che si applica con l’intento di ottenere maggiori produzioni.

 

Per arricchire il bagaglio culturale dei nostri grower, sempre alla ricerca di modi per migliorare le loro rese, abbiamo riportato finora due tecniche di coltivazione avanzata basate sulle procedure a basso stress per il vegetale, permettendogli in tal modo di non perdere tempo prezioso nell’adattarsi alle nuove condizioni e che allo stesso tempo ripagassero le cure e le attenzioni dei coltivatori con raccolti abbondanti e soddisfacenti.

Anticipiamo che nel caso foste indecisi su quale tecnica applicare per migliorare il vostro coltivo, siamo lieti di annunciarvi che non esiste una tecnica più o meno giusta da impiegare per la coltura di Cannabis, ma il tutto dipende dalle nostre esigenze personali e dalle genetiche che si andranno a scegliere. (leggi qui). Il Supercropping è ovviamente una tecnica collaudata per aumentare la produttività delle piante e per realizzarla correttamente sono sufficienti due mani, dei picchetti di legno ed un nastro adesivo.

Grazie ai consigli e agli esempi reperibili online ed un po' di pazienza nella lettura di questa guida, anche i coltivatori più inesperti potranno raccogliere i frutti della tecnica sulle loro piante di cannabis. Essa è anche chiamata tecnica “Chiropratica” di supercropping suggerita dall’espertissima penna di High Times Kyle Kushman. Ricordiamo che Kushman ha anche tenuto lezioni di orticoltura avanzata nella Oaksterdam University in Oakland (leggi qui), California. Kyle Kushman è lo pseudonimo di Adam Orenstein, uno scrittore, educatore, attivista e coltivatore di cannabis pluripremiato e allevatore americano specializzato in coltivazioni vegane. È noto per le sue tecniche di agricoltura biologica come il supercropping la potatura, l'essiccazione e la concia, oltre alla trasformazione dei fiori di cannabis in estratti.

È un ex reporter di coltivazione per High Times Magazine, collabora con lo scrittore da oltre 20 anni e ha tenuto corsi di orticoltura avanzata all'Oaksterdam University di Oakland, in California e negli Stati Uniti. Le sue collaborazioni hanno vinto numerosi premi High Times Cannabis Cup, e gli è attribuito il merito di aver allevato Joey's Strain e Cherry Lopez. Kushman conduce anche un podcast chiamato The Grow Show con Kyle Kushman su CannabisRadio.com. che ha ospitato personaggi del calibro di Danny Danko, Ed Rosenthal, Dr. Lester Grinspoon, Alison Holcomb, Ken Estes, Rick Cusick, Jeff Mizanskey, Mieko Hester-Perez, Chris Conrad e Mikki Norris, nomi non nuovi per gli appassionati del settore.

La tecnica del Supercropping.

Le caratteristiche della tecnica in esame sono racchiuse nel suo nome. Il Supercropping provoca un forte stress finalizzato a generare una risposta difensiva da parte delle piante. Prevede il pizzicamento e la flessione dei rami per danneggiare le fibre interne, lasciando intatta la corteccia esterna. In questo modo la Cannabis è stimolata ad assumere forme più cespugliose e, quindi, a produrre maggiori raccolti. Il principio su cui si basa la nostra modalità d’azione è quello di provocare un danno che generi una risposta ormonale da parte delle piante. Questo danno consiste nel piegare i rami fino a danneggiarli internamente ma senza arrivare a spaccarli o reciderli esternamente.
Al contrario di quanto si possa immaginare, questo tipo di stress arrecato porta benefici alle proprie piante favorendo una crescita vegetativa più rigogliosa ed un miglior sviluppo delle cime. Innescata la tecnica, la pianta ci darà come risposta naturale un aumento della produzione di tricomi, terpeni e cannabinoidi (leggi qui). Il danno inflitto con il supercropping si ritiene scateni i meccanismi di difesa della pianta, aumentando l’assorbimento delle sostanze nutritive dal terreno per alimentare la sua crescita e curare il danno.

Essa può sembrare complicata e scoraggiante per i coltivatori che non l'hanno mai eseguita prima e può potenzialmente provocare un disastro se non viene applicata correttamente. I rami rotti non solo riducono i raccolti, ma aumentano anche il rischio di contrarre malattie nel tuo growbox (leggi qui). Il Supercropping è la tecnica più pratica ed immediata per dare forma alle piante di Cannabis e se eseguita secondo i piani, con pochissimi semplici passi si possono ottenere ottimi risultati. Al contrario di Fim, Topping e LST, la che oggi trattiamo non può essere applicata alle piante nelle prime settimane di crescita della pianta, ma bisognerà attendere che essa abbia raggiunto almeno i 30 cm d’altezza. Esso invece. È consigliabile aspettare fino alla terza o quarta settimana di crescita vegetativa prima di procedere.

Così come non è consigliato applicare la tecnica in giovane età, non è consigliata l’applicazione nemmeno giunta all’inizio della fase di fioritura, poiché in questo stato si verifica un importante cambiamento ormonale e l’esecuzione della tecnica diventerebbe vana. Con effetti simili al Topping, il Supercropping stimola una maggiore distribuzione di auxine (ormone vegetale della crescita), confondendo le piante e facendo loro credere di avere un numero maggiore di cime principali, abbattendo quella che abbiamo precedentemente definito come dominanza apicale (leggi qui). Quando una pianta di Cannabis si avvia alla fase di fioritura, tutte le sue energie si concentrano nella produzione dei fiori e lo stress indotto dalla tecnica è tale che non avrebbe sufficiente forza per riprendersi. Danneggiare i tessuti interni delle ramificazioni di una pianta di Cannabis in piena fioritura provocherebbe uno stress che ridurrebbe drasticamente le rese finali. Non eseguite mai il supercropping su piante che hanno infestazioni di muffe o parassiti, carenze nutrizionali e qualsiasi altro tipo di stress negativo, poiché è una tecnica molto stressante e le nostre piccoline devono essere estremamente in salute per poterlo sostenere.

Applicare il Supercropping.

Gli strumenti di cui avremo bisogno per realizzare la tecnica, come per il metodo LST, sono veramente pochi e di facile reperimento:

  • Le proprie mani;
  • Corde o fascette per legare i rami e tenerli in posizione;
  • Paletti da giardinaggio;
  • Nastro adesivo;
  • Armatevi di santa pazienza.

La selezione dei rami giusti.

Un buon occhio affiancato da un ottimo intuito e comprensione della biologia e dello sviluppo della pianta è ciò che serve per applicare la tecnica. Bisogna avere in mente un’immagine e una visualizzare mentalmente di quali siano i migliori rami da sottoporre alla rottura. Osservate attentamente le vostre piante e identificate una linea immaginaria su cui applicare la nostra tecnica. Il consiglio è di eseguire il cropping sui rami maturi, ma non vecchi o legnosi. Tutti i rami che ci sembrano più altri degli altri sono un buon punto di partenza, poiché così facendo li abbasseremo per creare una chioma più uniforme.

Le parti apicali delle ramificazioni tendono ad avere una corteccia più fine e delicata e, quindi, sono più flessibili e facili da piegare. Una volta scelto il ramo protagonista, afferratelo delicatamente tra il pollice e indice ed esercitate una leggera forza di torsione, piegandolo prima verso il basso e poi verso l'alto, ATTENZIONE! Siate delicati ed esercitate il movimento affinché con i polpastrelli non percepirete che qualcosa all’interno del ramo si sia danneggiato dopo una pressione di circa 5/10 secondi.
L'obiettivo sarà quello di schiacciare il nucleo del ramo in modo da poterlo manipolare in base alle proprie esigenze. A questo punto, rotte le strutture interne, esso risulterà penzolante o afflosciato, ma non temete! Avvolgete con nastro per piante il punto che ha ceduto sotto la vostra pressione e fissatelo con un angolo di 90 gradi verso la direzione che preferite far assumere ai rami trattati. Complimenti! Se il ramo non si è staccato sotto la pressione delle dita, siete appena riusciti a realizzare il Supercropping.

A questo punto, lo stesso procedimento andrebbe ripetuto su tutti i rami che riteniate di dover piegare ed in fine sul fusto principale, in questo modo si andrebbe a sviluppare una forma della chioma che risulterà più cespugliosa e folta. Dopo una o due settimane, le zone piegate dovrebbero essersi completamente rimarginate formando, nel punto trattato in precedenza, un internodo quasi legnoso e più voluminoso che permetterà una maggior flusso di resina e nutrienti direttamente alle vostre cime. Un coltivatore che realizza per la prima volta un Supercropping potrebbe non ottenere i risultati desiderati, ma nonostante tutto non c’è da disperarsi, come per ogni tecnica di training, bisogna fare un po' di pratica ed imparare a sentire quando il ramo si spezza sotto la pressione dei polpastrelli. Nel caso in cui la vostra grazie non sia stata sufficiente e abbiate rotto o addirittura strappato malamente un ramo o il fusto principale, Non preoccupatevi le piante di Cannabis sono molto resistenti. Tenete sempre a portata di mano il vostro rotolo di nastro adesivo. Avvolgete subito la ferita e cercate di far aderire nuovamente le due estremità del ramo. È vero, questo processo di rimarginazione rallenterà il proprio sviluppo ma dopo circa 10-14 giorni la ferita dovrebbe essere perfettamente rimarginata e potrete rimuovere il nastro. Per ottenere rese ancora più grandi, questa tecnica ad alto stress può essere combinata insieme ad altre tecniche come il main-lining e l’LST (leggi qui). La prima prevede la creazione di due steli principali da un singolo nodo mediante la cimatura, che vedremo nell’articolo successivo; La seconda, come abbiamo già visto nell’articolo precedente, implica la flessione degli steli per una crescita parallela al terreno per aumentare la penetrazione della luce e controllare la crescita vegetativa.

Combinando tutte queste tecniche, i coltivatori più esperti possono sfruttare al massimo il loro spazio e le loro risorse per sviluppare risultati davvero spettacolari da piante di cannabis impressionanti e dell’aspetto strano. Man mano che si acquisisce familiarità con il super cropping, il grower può sentirsi libero di sperimentare di più applicandola in diversi modi e momenti differenti durante il ciclo vegetativo della tua pianta. Alcuni coltivatori pensano che applicare il supercropping nelle prime fasi della fase vegetativa aiuti ad innescare una crescita rapida e creare piante più grandi e strutturalmente più solide.

I vantaggi della tecnica.

Il Supercropping è una tecnica colturale che consente di dare forma alle piante per massimizzare le rese produttive, senza la necessità di usare particolari strumenti o abilità. L'unica cosa di cui avrete bisogno sono le vostre mani e un certo controllo sui vostri movimenti. Inoltre, i soggetti sottoposti a Supercropping tendono a produrre maggiori percentuali di principio attivo e saranno pertanto anche più potenti, gustosi e profumati. Infatti, la produzione di resina viene sempre influenzata dagli stress esterni, tra cui anche la temperatura; o eventi interni, come la rottura del nucleo del ramo. Questa tecnica è consigliata soprattutto ai coltivatori di piccoli armadi e micro-coltivazioni con spazi limitati.

Ma attenzione, la genetica scelta influenzerà parecchio il nostro ciclo produttivo e l’applicazione delle varie tecniche. Chi coltiva varietà autofiorenti dovrà evitare il Supercropping, poiché essendo troppo aggressiva, le piante automatiche risponderanno negativamente al quantitativo di stress; e pertanto consigliamo l’impiego di teniche a low stress come l'LST.
Il Supercropping è piuttosto facile da applicare, ma le piante richiedono una fase di crescita vegetativa più lunga, e per questo è più adatto alle colture outdoor e quindi alle genetiche fotoperiodiche, più propense a ricevere il trattamento tra le 6-8 settimane di vegetativa (leggi qui) poiché avranno il tempo sufficiente per potersi riprendere dallo stress a cui vengono sottoposte; oppure nel caso vogliate comunque applicarla all’interno degli spazi ridotti di un growbox, il consiglio è quello di adottare un seme di genetica femminizzata fotoperiodica che in un ambiente chiuso deciderete voi quando mandare in fioritura semplicemente accorciando le ore di esposizione alla fonte luminosa.

Tuttavia, per le troppe ore di lavoro richieste, non è una delle tecniche consigliate da applicare nelle grandi piantagioni di marijuana. Per ottenere risultati simili, senza rompere centinaia di rami a mano, si può utilizzare la tecnica dello ScrOG (leggi qui) che ha come obiettivo quello di poter attuare una migliore gestione della luce, che interesserà solo le gemme o cime che potranno poi sviluppare il pieno potenziale della pianta.

Qualsiasi sia la tecnica da applicare alla vostra coltivazione, se trattata con i giusti criteri, essa non potrà che permetterci di trarre del vantaggio dalle piante stesse. Tutte queste tecniche, chi attraverso High stress, chi attraverso il low stress, mirano ad incrementare la produzione delle piante.

Fonti

Grow weed easly

Youtube

terre di cannabis

Freeweed

ICmag

Wikipedia

 

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