Anubi e Horus indicano una foglia di cannabis in bassorilievo

Quale era l’utilizzo che i nostri antenati facevano della cannabis?

Appassionato o consumatore che tu sia, ti sarai chiesto quale sia la  storia che vi è dietro questa ricercatissima pianta, come può essere presente in tutto il mondo, da dove arriva e soprattutto l'utilizzo che se ne faceva prima che scoprissimo come inalarla

 Il Passato della Cannabis

La pianta della Cannabis, conosciuta comunemente con il nome di marijuana o ganja (dal Sanskrito: गांजा – gañjā), è una piana straordinaria: rappresenta l’unico vegetale al mondo che può essere utilizzato al contempo sia come droga che come fibra. Considerata la sua specificità, non stupisce che la sua coltivazione risalga ad almeno 10mila anni orsono. Circa 147 milioni di persone, in giro per il mondo, assimilano fiori di cannabis e per molti soggetti lo scopo dell’assunzione è quello ludico/ricreativo dovuto al principio psicoattivo della pianta, il tetraidrocannabinolo, o Thc.

Per altri individui la cannabis costituisce una medicina ed ha valenza terapeutica grazie all’effetto combinato di tutti i suoi principi e dell’ormai conosciuto CBD o Cannabidiolo. Oggi conosciamo bene le proprietà psicoattive della cannabis, ma rimane ancora non del tutto chiaro in che modo gli esseri umani abbiano scoperto i suoi caratteristici effetti.

I ricercatori del Max Planck Institute e dellAccademia della scienza cinese, hanno scoperto che i primi esseri umani a fumarla consapevoli dei suoi effetti psicoattivi, si trovavano in Cina centrale orientale ben 2.500 anni fa. Lo studio su Science Advances ha analizzato con tecniche di spettrografia di massa i composti chimici conservati in dieci bruciatori di incenso ritrovati in antiche sepolture del sito archeologico, noto come cimitero Jirzankal, nella catena montuosa del Pamir orientale (Cina). Il team ha scoperto che le piante di cannabis usate avevano alti livelli di Thc e che le persone del tempo le usavano per scopi religiosi, probabilmente per mettersi in comunicazione con i propri defunti o con le divinità. Queste ricerche forniscono la prima chiara evidenza di quando gli esseri umani hanno cominciato ad avere la consapevolezza delle proprietà psicoattive della pianta. Come spiega Nicole Boivin, del Max Planck Institute:

«I nostri risultati supportano l’ipotesi che le piante di cannabis siano state utilizzate per la prima volta per i loro composti psicoattivi nelle regioni montuose dell’Asia centrale-orientale, per poi diffondersi in altre regioni del mondo»

La Cannabis nell'antica Cina

"Ma" è una sillaba che in mandarino sta a significare “madre” ma che è anche la sillaba con cui i cinesi identificano la canapa che, probabilmente, consideravano come la "madre" della natura. Grazie a questa pianta annuale, l'industria agricola cinese si sviluppò prima delle altre civiltà costituite prevalentemente da cacciatori e raccoglitori, perché avevano a disposizione una fonte di cibo nonché una fibra tessile e duratura. Oltre agli usi terapeutico-meditativi e tessili, è stato dimostrato che la pianta di canapa fu la terza fonte alimentare più importante nell'agricoltura cinese, poiché, come potete apprendere nei nostri blog “cannabis e cucina”, i semi sono ricchi di proteine, vitamina B e amminoacidi.

Il ritrovamento di tessuto nei pressi di un antico luogo di sepoltura della dinastia Zhou (1122 - 1249 a.C.) dimostra l’importante ruolo della canapa nella storia della Cina e stando a quanto riportato ne Il Libro dei Riti (circa 200 a.C.) chi era in lutto indossava abiti tessuti in canapa per esprimere il proprio rispetto nei confronti del defunto. Una delle più importanti scoperte risalenti circa al 200 a.C. in Cina, fu la carta di canapa che, nonostante la tecnica della sua fabbricazione sia stata mantenuta segreta per oltre nove secoli, si dimostrò indispensabile per il rapido sviluppo di tutte le civiltà del mondo. Gli usi medici e industriali della canapa erano profondamente radicati nell’impero cinese già migliaia di anni prima, tanto che questo Paese era storicamente conosciuto come "la terra del gelso e della canapa". Mentre recitavano preghiere e sortilegi al fine di esorcizzare i demoni che si riteneva provocassero la malattia fisica, i guaritori dell'antica Cina pensavano di curare qualsiasi malattia battendo le testiere dei letti dei loro pazienti con steli di canapa decorati per l’occasione con figure di serpenti.

Shen-Nung imperatore cinese che regnò intorno al 2800 a.C., acquisì importanza al pari di un dio per aver introdotto le medicine presso la popolazione asiatica e si racconta che questo mitico imperatore avesse mangiato ben oltre settanta tipi di piante al giorno per testare i loro effetti e le loro diverse proprietà. L'antico testo che riporta centinaia di medicine che identificò l’imperatore è chiamato Pen Ts'ao (Trattato Medico) è uno dei più antichi testi medici esistenti al mondo. Secondo quanto scritto in questo testo, i fiori della pianta femmina di cannabis contengono grande quantità di energia "yin" (nella filosofia e medicina cinese lo "yin" è associato agli attributi femminili, in opposizione con l'essere "yang", il maschile, l'elemento creativo). Il Ma-fen (i fiori della pianta femmina di Cannabis) venivano utilizzati per contrastare la perdita del principio yin, come durante il periodo mestruale, con i reumatismi, la malaria. 

 La Cannabis nell'antica Grecia

Gli antichi greci la chiamavano Kannabis e fin dall'inizio del sesto secolo a.C., i marinai la trasportarono, sottoforma di materiali super resistenti in fibra, attraverso tutte le rotte commerciali presenti nel Mar Egeo. Gli archeologi hanno ritrovato fasci in fibra di canapa su una nave commerciale cartaginese affondata vicino alla Sicilia nel 300 a.C. A quattrocento anni di distanza da questa testimonianza, Plutarco scrisse che il popolo della Tracia avrebbe cercato di liberarsi della parte superiore delle piante di Kannabis gettandola nel fuoco e che il fumo che se ne sprigionò, inalato dalla gente, avrebbe causato l'intossicazione. Gli Antichi Greci amavano e idealizzavano il vino e non utilizzavano la marijuana per uso ricreativo, ma ci sono molti testi che attestano i loro commerci con popoli che la mangiavano o la inalavano. Erodoto nel 5 a.C. scrive che gli sciti (popolazione seminomade di origine iranica) coltivavano e poi vaporizzavano la cannabis o che gli abitanti di alcune isole mediterranee buttavano la cannabis al fuoco e poi:

“seduti intorno in circolo, inalano e vengono intossicati dall’odore, proprio come i Greci col vino, e più se ne butta più diventano intossicati, fino a che si alzano e ballano e cantano”.

Alcuni cenni sull'uso della Kannabis si trovano, anche, nella letteratura greca già nel 400 a.C., in cui sembra che l’unico utilizzo terapeutico della cannabis nel periodo dell’antica Grecia veniva impiegata come rimedio per il mal di schiena e altri dolori fisici. Dioscoride studioso di fisica proveniente dalla Grecia, fu assunto dai Romani nel 70 d.C. per effettuare ricerche e catalogare il patrimonio conoscitivo delle piante mediche che egli riportò nel suo libro intitolato De materia medica (Materia Medica). In questo testo documentò e descrisse nomi locali, habitat e indicazioni terapeutiche per il trattamento di determinati sintomi e in questo complesso catalogo sono state censite oltre 600 piante e tra queste identificò anche la Cannabis Sativa L. (ovvero la Kannabis Greca). Nel trattato veniva citata la sua potenzialità nel costruire cordame e la produzione di semi il cui succo era un buon rimedio contro il mal d'orecchie e per la riduzione del desiderio sessuale. Il De materia medica riscosse un grande successo e venne tradotto in tutte le lingue conosciute, diventando un manuale fondamentale per la medicina occidentale per oltre 1500 anni.

La Cannabis in Egitto

Grazie alla traduzione dei geroglifici gli studiosi hanno scoperto che già a partire dal III millennio a.C, anche il popolo egizio era a conoscenza della pianta di cannabis e delle sue proprietà tessili e terapeutiche. Nella pubblicazione del 2007 History of Cannabis and Its Preparations in Saga, Science, and Sobriquet di Ethan Russo, viene spiegato che è stato possibile datare la presenza della cannabis attraverso un passaggio presente nei “Testi delle Piramidi” a Menfi e appartenenti all’Antico Regno alla fine della V dinastia intorno al 2350 a.C. Qui viene identificato per la prima volta il geroglifico “šmšm-t” pronunciato “shemshemet” che rappresenta una pianta da cui poter produrre corde. La stessa parola viene poi ritrovata in diverse preparazioni mediche scritte su papiro tra il 1700 e 1300 a.C. identificando così la cannabis, unica pianta da fibra usata ampiamente in medicina.

Come visto nei paragrafi precedenti in proposito dell’utilizzo della canapa da civiltà orientali come Cina e Grecia, non ci dovremmo sorprendere del fatto che anche gli antichi egizi erano a conoscenza delle sue proprietà e la utilizzassero per la produzione di filamento e tessuti così come per la preparazione di farmaci e rimedi. Inoltre, emerge che la canapa fosse già conosciuta e utilizzata nell’antica Palestina ed Egitto con una prova scritta nella versione originale della Bibbia ebraica (in Ezechiele 27:19) in cui si fa riferimento a un mercato nella città reale fenicia di Tiro e in cui si incontra una mercanzia chiamata kaneh interpretata come cannabis con il quale i fenici costruivano le vele e le corde per le loro barche. Il ricercatore Benet afferma anche che la parola “Cannabis” sia un termine che deriva dalle lingue a degli Sciti, un popolo Indoeuropeo del Vicino Oriente a cui viene attribuita l’impresa di aver trasportato la cannabis dall’Asia centrale in Europa, Medio Oriente, India ed Africa.

I riferimenti storici e archeologici scoperti fin ora indicano che la cannabis sia giunta in Africa, almeno nelle regioni orientali e meridionali, a partire dai commerci con l’Asia del Sud addirittura prima del contatto europeo. Tuttavia, la pianta potrebbe anche essere stata presente nell’Africa nord-orientale da molto prima e le varietà presenti in Egitto nel periodo dinastico potrebbero essere state derivate dalle varietà di canapa ancestrali presenti prima ancora dell’arrivo dell’uomo. Dunque, la pianta era già presente durante i periodi dinastici prima del 1050 a.C.: il primo indizio di questa testimonoianza è dato dalla paleobotanica Leroi-Gourhan che identificò del polline di cannabis sulla mummia di Ramses II, vissuto tra il 1303 e il 1213 a.C. e che regnò in Egitto per 67 anni durante la diciannovesima dinastia. Un secondo indizio viene dato dal ritrovamento di polline di cannabis vicino a Luxor, nel sito di Nagada Khattara, e datato circa 2600 a.C. Ulteriori prove giungono dall’identificazione chimica di cannabinoidi sui tessuti corporei di diverse mummie egizie, anche se non è ancora stato determinato se sia un falso risultato proveniente da eventuali contaminazioni moderne.

Le origini della relazione umana con la canapa nei territori europei non ha una data certa. Siamo certi che in tempi relativamente moderni rispetto a Cina ed Egitto, l’utilizzo della cannabis passò da uno scopo meditativo e medico ad uno scopo ricreativo che andava di moda tra gli intellettuali francesi, tanto che a Parigi nacque il Club des Hashischins, o Club dei mangiatori di hashish, frequentato da poeti e scrittori del calibro di Victor Hugo, Alexandre Dumas, Charles Baudelaire, Honoré de Balzac e Théophile Gautier. La celeberrima Bibbia di Gutenberg, il primo libro stampato in Europa nel 1453 fu su carta di canapa importata appositamente dall’Italia. Per quanto riguarda il territorio italiano, tracce di pollini sono state trovate in tre siti del Neolitico Medio (4500-4000 a.C.) dell’Emilia-Romagna, nelle località: Piacenza, Parma e Forlì.

Nel sito di Piacenza la canapa era presente in discrete quantità e questi siti hanno mostrato un ambiente modificato dall’uomo tale da far ritenere che la presenza di canapa fosse dovuta per importazione nel 4000 a.C. circa. Il secondo sito le tracce della pianta di canapa sono state ritrovate in Brianza, attorno al lago di Annone (Lecco) i quali autori di questi ritrovamenti seguono l’ipotesi che vedrebbe la canapa arrivare in Italia settentrionale come infestante nelle importazioni di materia prima che giunse dall’ Oriente. Sempre in Italia altre trecce di materia vegetale sono state rinvenute in una tomba etrusca a Cerveteri risalente al VII secolo in cui alcuni vasi dipinti a mano presentavano scene che riportano il mito greco degli Argonauti, e in una di queste sono raffigurati gli Argonauti che trasportano una lunga vela nell’atto di imbarcarla sulla nave. Su un lato della vela vi è la scritta kanna, che è stata interpretata dagli studiosi come una traslitterazione etrusca del termine greco kannabis, cioè canapa. La singolarità del reperto risiede nel fatto che anticipa di due secoli la più antica testimonianza scritta europea riguardante la canapa, che era sempre stata ritenuta quella riportata nel passo sugli Sciti di Erodoto nel V secolo a.C.

 

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